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Chiesa di Saint Martin de Touchay dans le Cher

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Cher

Chiesa di Saint Martin de Touchay

    18160 Touchay
    18160 Touchay
Crédit photo : Pascal Roblin/Jaimetouchay - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
2e moitié du XVe siècle
Costruzione iniziale
XVIe siècle
Aggiungere la cappella sud
1860
Facciata di ricostruzione
24 février 1926
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa (cad. AB 248): registrazione per ordine del 24 febbraio 1926

Dati chiave

Seigneurs de la Châtre - Sponsor sospetti Avrebbe finanziato la cappella meridionale (XVI secolo).

Origine e storia

La chiesa di Saint-Martin de Touchay, situata nel comune dello stesso nome, risale principalmente alla seconda metà del XV secolo. Si compone di una navata coperta da un'apparente struttura, un coro di lato quadrato arcuato in testa, e due cappelle laterali. Quello del sud, a volte in una culla piena rabbia, sarebbe stato aggiunto nel XVI secolo dai signori del Châtre, la nobile famiglia locale. Le vetrate di questa cappella conservano ancora frammenti originali di questa volta.

La facciata attuale, sormontata da una torre in cornice, fu ricostruita nel 1860, segnando un importante intervento del XIX secolo. L'edificio, classificato come monumento storico dal 1926, illustra così una sovrapposizione di stili architettonici, combinando tardo gotico (dal XV al XVI secolo) e aggiunte del XIX secolo. La struttura apparente della navata e le volte ogivali del coro sono un esempio caratteristico delle chiese rurali della regione.

Di proprietà del comune di Touchay, la chiesa conserva mobili ed elementi decorativi che testimoniano la sua evoluzione, come le finestre parziali del XVI secolo. Il suo semplice piano, con navata unica e cappelle laterali, riflette le esigenze liturgiche di una parrocchia rurale del Centro-Val di Loira, un'area caratterizzata da un fitto ma spesso modesto patrimonio religioso. L'inclusione nell'inventario dei monumenti storici nel 1926 permise la sua conservazione, anche se la sua esatta posizione rimane approssimata (precisione stimata al 6/10).

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