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Chiesa di San Martino à Franleu dans la Somme

Somme

Chiesa di San Martino

    5-7 Rue de l'Église
    80210 Franleu
Eglise Saint-Martin
Eglise Saint-Martin
Eglise Saint-Martin
Crédit photo : Markus3 (Marc ROUSSEL) - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
limite XIIe–XIIIe siècle
Origini medievali
XVIe siècle
Costruzione iniziale
1680–1685
Ricostruzione del lato letto
1755
Restauro certificato
1838
Bell font
15 octobre 2014
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'intera chiesa (Box E 62): iscrizione per decreto del 15 ottobre 2014

Dati chiave

Charles Bonnet - Curé de Franleu (XVII secolo) Superato la ricostruzione del comodino
Jacques Antoine Dorémus - Chapelain (d. 1828) Epitaffio sotto il portico
Nicolas Gouchon - Scultore (1678) Autore dell'altare maggiore
Antoine Auguste Forestier - Curé (1838) Benedici la campana corrente
Michel Leroy - Copertura master (1685) Lavoro sul coro

Origine e storia

La chiesa di Saint-Martin de Franleu, situata a ovest del dipartimento di Somme (Hauts-de-France), è un edificio parrocchiale con varie influenze architettoniche. La sua costruzione iniziale risale al XVI secolo, mentre la parte del letto fu ricostruita in mattoni alla fine del XVII secolo, come testimoniano gli atti notarili del 1680 e del 1685 firmati dal parroco Charles Bonnet. L'edificio fonde così elementi gotici classici (nei portici), flamboyant (torre a torre, lato sud) e Rinascimento (portello cubico ispirato dallo stile Breton). Il suo campanile, una volta dotato di diverse campane, ospita oggi una campana fondata nel 1838, benedetta dal parroco Antoine Auguste Forestier.

La chiesa è stata parzialmente ristrutturata a metà del XVIII secolo, con notevoli modifiche come il rivestimento della volta in legno e i restauri attestati da graffiti del 1683 e del 1755. I mobili, tra cui un altare seicentesco scolpito da Nicolas Gouchon (1678), una pala d'altare dedicata a San Martino e vetrate che commemorano la battaglia del 1940, riflette la sua evoluzione storica. Classificato un monumento storico nel 2014, la chiesa conserva anche epitaffi, come quello del cappellano Jacques Antoine Dorémus (1828), e elementi difensivi come le colline ornate, tipici delle chiese fortificate di Picardie.

Architettonicamente, l'edificio si distingue per la sua facciata in mattoni a cinque lati, le sue vetrate e il suo portico rinascimentale a forma di dorico. La navata, divisa in quattro campate del XIV secolo, presenta capitelli e portici incompiuti in terzo punto. Il lato sud, illuminato da finestre gotiche, contrasta con la cappella settentrionale, l'unica vestigia della garanzia demolita. Le vetrate, restaurate dopo la seconda guerra mondiale, illustrano sia le scene religiose (Annunciazione) che gli eventi locali (Battle of 1940), evidenziando il ruolo commemorativo della chiesa nella comunità.

La campana del 1838, chiamata Marie Françoise Henriette, porta l'iscrizione dei suoi padri, tra cui i signori locali Henri Abraham Sanson de Frières e Paul Pingré de Guimicourt. Il campanile, rinforzato dai piedini del pinnacolo, ospita anche una torretta di scala ottagonale, caratteristica degli edifici della regione. All'interno, la struttura a pannelli e le pietre di sabbia incise testimoniano le campagne di restauro, mentre la piscina liturgica della cappella settentrionale e i simboli degli Evangelisti scolpiti sulla volta del comodino richiamano la sua funzione religiosa.

La storia della chiesa è segnata anche da conflitti religiosi, come testimonia l'epitaffio di Jacques Antoine Dorémus, cappellano che rischiava la sua vita per salvare i cattolici durante un periodo di disordini. Gli archivi menzionano anche accordi tra il parroco, i decimatori (come ad esempio il priore di Saint-Pierre d'Abbeville) e gli artigiani (master curatore Michel Leroy) per finanziare le riparazioni del coro nel 1680-85. Questi documenti fanno luce sulle dinamiche economiche e sociali associate al mantenimento del patrimonio religioso a Picardia.

Infine, la Chiesa di San Martino incarna la transizione tra il Medioevo e l'era moderna, con elementi difensivi (buttrice, porta maniglia del cesto) e aggiunte rinascimentali (porch, fenestrage). La sua classificazione come monumento storico nel 2014 sottolinea il suo valore di patrimonio, mentre le sue vetrate e mobili (sedia a predicare, confessionale) lo rendono un luogo di vita di memoria, legato sia alla storia locale (Battle of 1940) che alla devozione di Martin, come testimonia la retable e la dedizione a Saint Martin de Tours.

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