Costruzione della chiesa originale Moyen Âge (≈ 1125)
Edificio medievale distrutto nel 1914-1918.
1927-1931
Ricostruzione della chiesa
Ricostruzione della chiesa 1927-1931 (≈ 1929)
Costruire sulla posizione dell'antica chiesa medievale.
21 octobre 1994
Iscrizione di arredamento interno
Iscrizione di arredamento interno 21 octobre 1994 (≈ 1994)
Protezione degli elementi interni come monumenti storici.
27 octobre 2005
Classificazione dell'edificio
Classificazione dell'edificio 27 octobre 2005 (≈ 2005)
La chiesa diventa un monumento storico.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La chiesa (Box AD 186): iscrizione per decreto del 21 ottobre 1994
Dati chiave
Godefroy Teisseire - Architetto
Produttore di ricostruzione nel 1927-1931.
Raphaël Lardeur - Pittura di vetro
Autore della chiesa vetrate.
Georges Lecomte - Pittore
Direttore di dipinti di pareti interne.
Origine e storia
La chiesa Saint-Martin di Hangest-en-Santerre, situata nel dipartimento di Somme, sostituisce un edificio medievale distrutto durante la prima guerra mondiale. La sua ricostruzione, effettuata tra il 1927 e il 1931, fu affidata all'architetto Godefroy Teisseire, noto per il suo lavoro su altre chiese della regione come Chaulnes e Lamotte-Warfusée. L'edificio adotta uno stile Romano-bizantino, con un piano trasversale greco e una cupola sormontata da un campanile. La sua struttura in cemento armato è rivestita di pietra tagliata, riflettendo le tecniche di costruzione interbellica.
L'interno della chiesa conserva elementi sopravvissuti del vecchio edificio, tra cui diversi oggetti classificati come monumenti storici: un gruppo scolpito della Carità di San Martino (fine XVI secolo), una Vergine di Pitié (XVI secolo), e pannelli in legno scolpiti dall'ex stand di organi (prima metà del XVI secolo). Le vetrate colorate, realizzate da Raphaël Lardeur, e i murales di Georges Lecomte, artista Rouennais, adornano l'abside e la cupola, aggiungendo una grande dimensione artistica all'edificio.
Classificata come monumento storico nel 2005 (dopo una prima iscrizione parziale nel 1994 per la decorazione degli interni), questa chiesa illustra gli sforzi per ricostruire il patrimonio religioso in aree devastate dalla Grande Guerra. La sua architettura ibrida, che unisce modernità concreta e riferimenti bizantini, lo rende una testimonianza unica della storia locale e delle tecniche di restauro post-bellico. Le statue del XIX e XVI secolo, come quelle di Santa Caterina e San Nicola, richiamano il ricco passato dell'edificio originario.
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