Costruzione del coro e dell'abside fin XIIIe siècle (≈ 1395)
Origine gotica dell'edificio religioso.
XVe siècle
Costruzione della navata
Costruzione della navata XVe siècle (≈ 1550)
Espansione della chiesa medievale.
1766
Estensione Neve
Estensione Neve 1766 (≈ 1766)
Grandi modifiche architettoniche.
26 août 1914
Fuoco dal campanile
Fuoco dal campanile 26 août 1914 (≈ 1914)
Danni causati dalle truppe tedesche.
années 1920
Creazione di finestre di vetro colorato
Creazione di finestre di vetro colorato années 1920 (≈ 1920)
Opere dei laboratori Benoit Frères.
26 mars 1982
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 26 mars 1982 (≈ 1982)
Protezione ufficiale dell'edificio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa (Box AO 185): registrazione con decreto del 26 marzo 1982
Dati chiave
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Le fonti non menzionano nessun individuo.
Origine e storia
La chiesa Saint-Maximin di Jarny, situata nel dipartimento Meurthe-et-Moselle di Lorena, è un edificio cattolico caratterizzato da un'architettura ibrida. Il suo coro e l'abside, risalente alla fine del XIII secolo, contrastano con una navata del XV secolo, estesa nel 1766. Le pareti spesse e gli archi gotici riflettono questa dualità stilistica, mentre il campanile, l'ex dungeon del recinto fortificato, ricorda la sua origine difensiva. Questo campanile, modificato dopo un incendio causato dalle truppe tedesche nel 1914, illustra le cicatrici lasciate dalla prima guerra mondiale.
All'interno, la chiesa ospita affreschi frammentari e un insieme di vetrate degli anni '20, realizzati dai laboratori Benoit Frères de Nancy. Tra queste vetrate, si ricorda la tragedia del 26 agosto 1914, e un altro rappresenta minatori sotto la protezione di San Barbe, evidenziando il legame tra la comunità locale e il suo patrimonio religioso. Questi elementi artistici, aggiunti dopo la guerra, testimoniano il desiderio di ricostruzione e memoria.
Classificata come monumenti storici con decreto del 26 marzo 1982, la chiesa incarna sia un patrimonio medievale che una resilienza ai conflitti moderni. La sua storia riflette quella di Jarny, segnata da trasformazioni architettoniche e eventi tragici, pur rimanendo un luogo di culto e di memoria per il popolo della Lorena. La presenza di vetrate dedicate ai minatori ricorda anche l'importanza dell'attività mineraria nella regione, integrata nella vita spirituale locale.
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