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Chiesa Saint-Rémi de Roupy dans l'Aisne

Aisne

Chiesa Saint-Rémi de Roupy

    60 Allée de Picardie
    02590 Roupy

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1783
Costruzione della torre
1914-1918
La distruzione durante la guerra
14 janvier 1922
Assistenza alla ricostruzione
1925-1926
Creazione dell'affresco
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Jean Charavel - Architetto Produttore della chiesa ricostruita.
Raoul Josset - Sculptore Autore di angeli e di Cristo.
Paul Charavel - Pittore Creatore dell'affresco interno.
M. Odiot - Charron locale Artigiano del confessionale.
Saint Remi - Patrono della parrocchia Date il suo nome alla chiesa.

Origine e storia

La chiesa di Saint-Rémi di Roupy sostituisce un modesto edificio distrutto durante la prima guerra mondiale. La vecchia chiesa, la cui torre risale al 1783, era originariamente una cappella seigneuriale legata all'abbazia di Royaumont. Ospitava un dipinto di Le Sueur che rappresentava il battesimo di Clovis, ora scomparso. San Remi, patrono della parrocchia, gli aveva dato il suo nome.

La ricostruzione fu decisa nel 1922 dal consiglio comunale, che lanciò un concorso vinto dagli architetti Jean Charavel, Melendès e Esnault. Quest'ultimo ha progettato un insieme coerente per il villaggio, tra cui il municipio, le scuole e le case, in un marcato stile Art Deco. L'attuale chiesa, costruita tra le due guerre, si distingue per l'uso di mattoni e cemento, soprattutto nel campanile scultoreo con linee verticali ammorbidite da cerchi.

L'interno della chiesa incorpora forti elementi simbolici, come l'affresco del percorso trasversale dipinto da Paul Charavel (fratello dell'architetto) su tela marouflé. I personaggi, quasi a grandezza naturale, dominano una navata pulita dove la luce filtrata da vetro colorato geometrico crea un'atmosfera raccolta. Il coro, innalzato sopra una sacrestia nel seminterrato, è decorato con un Cristo concreto scolpito da Raoul Josset, le cui caratteristiche sottili contrastano con la durezza del materiale.

Il campanile, il centrotavola dell'edificio, coniuga verticalità e leggerezza grazie agli effetti ottici e ai motivi geometrici. Quattro angeli concreti, scolpiti da Josset, benedicino il villaggio dai punti cardinali, mentre le croci latine con decorazioni varie evitano qualsiasi monotonia. La galleria, accessibile da una scala stretta, è illuminata da una rosa di vetro rappresentante un Cristo, riproducendo i motivi del campanile attraversa.

La chiesa fa parte del movimento di ricostruzione post-Prima guerra mondiale, illustrando l'unità stilistica ricercata per Roupy. I materiali locali (brick) sono associati a innovazioni (creto evidente), mentre gli artigiani del villaggio, come la cartron Odiot, hanno contribuito al design degli interni. Oggi, la sacrestia dismessa funge da deposito comunale, ma conserva la sua piastrella a forma di croce.

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