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Chiesa di Sainte-Foy de Chartres dans l'Eure-et-Loir

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise romane et gothique
Eure-et-Loir

Chiesa di Sainte-Foy de Chartres

    Rue Famin
    28000 Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
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Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Église Sainte-Foy de Chartres
Crédit photo : Poulpy - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIe siècle
Cappella originale
XIIe siècle
Integrazione urbana
XVe siècle
Ricostruzione del lato letto
1793
Vendita come un bene nazionale
28 décembre 1937
Classificazione dei resti del portale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Vestiti del vecchio cancello (caso AK 222): classificazione per decreto del 28 dicembre 1937

Dati chiave

Fulbert de Chartres - Vescovo e studioso Frequentò la cappella nell'XI secolo.
Bernard de Chartres - Il Discepolo di Fulbert Narrata la cappella in una lettera (1006-1012).
Florent d'Illiers - Cavaliere e cauzione di Chartres Rappresentato su una vetrata del XV secolo.
Louis Boudan - Progetto Documentato la finestra mancante di Florent d'Illiers.

Origine e storia

La chiesa di Sainte-Foy de Chartres, situata vicino alla Place du Général-de-Gaulle, trova le sue origini nell'XI secolo sotto forma di una cappella al di fuori delle mura, frequentata da Fulbert de Chartres e dai suoi discepoli, tra cui Bernard de Chartres. Quest'ultimo evoca in una lettera scritta tra il 1006 e il 1012 il suo attaccamento a questo luogo di preghiera e di studio, poi isolato dalle mura cittadine. La cappella fu integrata nel recinto urbano nel XII secolo, quando divenne chiesa parrocchiale, con l'aggiunta di una navata e un portale romanico in pietra di Berchères.

Nel XV secolo, la facciata della chiesa fu ricostruita in stile gotico, segnando la seconda fase importante della sua storia architettonica. Nel 1793, durante la Rivoluzione francese, l'edificio fu venduto come proprietà nazionale ad un certo Morin, che ne demolì parte per costruire un teatro lì tra il 1797 e il 1806. Quattro campate della navata furono distrutte, e il comodino fu trasformato in una sala ellittica con palco e logge, mentre una facciata moderna mascherava il portale romanico. Quest'ultimo, riscoperto nel 1993 durante il lavoro, fu conservato e integrato nella piazza Jean-Lelièvre.

Oggi, la chiesa di Sainte-Foy rimane solo la sua facciata del XV secolo, dotata di vetrate moderne e utilizzata come sala di vendita, così come i resti del portale romanico del XII secolo, classificato monumento storico con decreto del 28 dicembre 1937. Questi elementi testimoniano le successive trasformazioni dell'edificio, da un luogo medievale di culto a uno spazio culturale e commerciale. Il portale, in particolare, illustra il cartrain romanico dell'arte, mentre il comodino riflette le evoluzioni tardo gotiche.

Tra le notevoli tracce storiche, un disegno di Louis Boudan attesta l'esistenza di una vetrata vetrata vetrata vetrata, che rappresenta Florent d'Illiers (1400–175), cavaliere e bailly de Chartres. Questa vetrata, precedentemente collocata nella Cappella della Comunione, ha evidenziato il legame tra la chiesa e le figure locali del XV secolo. La parziale demolizione dell'edificio nel XVIII secolo, seguita dalla sua ricollocazione, ha segnato una svolta nella sua storia, riflettendo gli sconvolgimenti politici e urbani del tempo.

Collegamenti esterni