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Chiesa di Santa Madeleine di Varambon dans l'Ain

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Ain

Chiesa di Santa Madeleine di Varambon

    Le Village
    01160 Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Église Sainte-Madeleine de Varambon
Crédit photo : Chabe01 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIVe siècle
Fondazione della Cappella
milieu XVe siècle
Erezione del college
1770
Ricostruzione della cappella
5 octobre 1920
Classificazione degli oggetti mobili
25 janvier 2012
Registrazione Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Tutta la chiesa, così come la trama catastale OC 584, la scala esterna in ferro trainato da cavalli, la recinzione della corte, così come i loro diritti a terra, secondo il piano allegato al decreto: iscrizione per ordine del 25 gennaio 2012

Dati chiave

Louis de la Palud - Cardinale Trasforma la cappella in una chiesa collegiata (15°).
Guigues de La Palud - Signore locale Tomba presente nella chiesa (burial).
Balland d’Augustebourg - Marchese di Varambon Sponsor di opere del XVIII secolo.
Pierre-Antoine Caristia - Architetto Nave ricostruttiva, cappella e campanile (1770).

Origine e storia

La chiesa di Sainte-Madeleine de Varambon fu fondata nel XIV secolo, quando una cappella associata ad un ospedale fu fondata dai signori di La Palud Varambon. Questo luogo religioso, dotato di privilegi pontifici come indulgenze, divenne collegiato nel XV secolo sotto l'impulso del cardinale Louis de la Palud, membro influente di questa famiglia signeuriale. Le tracce architettoniche di questo periodo medievale rimangono, tra cui modillons sulla parete nord, vestigia del primo recinto e il suo percorso rotondo, così come un volto scolpito parzialmente mascherato dal rivestimento presente.

A metà del XVIII secolo, la chiesa subì una grande trasformazione sotto l'egida del Marquis Balland di Augustenburg, il nuovo proprietario del Marchese di Varambon. L'architetto Pierre-Antoine Caristia — già noto per il suo lavoro a Pont-de-Veyle in collaborazione con Le Jolivet — ha parzialmente ricostruito la navata, la cappella settentrionale, e ha eretto un campanile ottagonale ispirato al barocco. La facciata, sebbene modesta, adotta elementi barocchi, mentre una scala a ferro di cavallo viene aggiunta per accedere al cortile. All'interno, l'arredamento è completamente ridisegnato: lavori di legno riccamente lavorati, bancarelle in legno scolpite, e un altare maestro decorato con statue in marmo bianco (San Anna, la Vergine, Santa Colombe).

La chiesa conserva testimonianze del suo passato seigneuriale, come le panchine seigneuriali del terzo arco, decorate con motivi che evocano la marina mercantile — forse grazie per un salvataggio in mare. I Marteled Arms of the Palud and Balland di Augustenburg, visibili nonostante i degradi rivoluzionari, ricordano le famiglie nobili della sua storia. Classificato come Monumento Storico nel 2012, l'edificio protegge anche elementi d'arredo eccezionali, come bancarelle e altare, classificati come oggetti nel 1920.

Il sito rivela anche tracce funerarie medievali: due tombe dure da leggere, attribuite a Guigues de La Palud e sua moglie Aynarde de la Balme, sottolineano il ruolo della chiesa come luogo di sepoltura per l'aristocrazia locale. La ricostruzione della cappella nel 1770, dedicata agli uffici, completò la transizione tra il patrimonio medievale e le ambizioni estetiche del Settecento, mescolando la tradizione religiosa e il prestigio signorile.

Collegamenti esterni