Scelta del progetto 1964 (≈ 1964)
Selezione del piano di Karl Litzenburger.
29 septembre 1968
Inaugurazione
Inaugurazione 29 septembre 1968 (≈ 1968)
Apertura ufficiale della chiesa.
1973
Aggiunti campane
Aggiunti campane 1973 (≈ 1973)
Installazione finale del carillon.
1984
Inaugurazione dell'organo
Inaugurazione dell'organo 1984 (≈ 1984)
Il lavoro di Theo Haerpfer ha otto registri.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Karl Litzenburger - Architetto
Designer della chiesa tedesca.
André Malraux - Ministro della Cultura
Supporto politico per il progetto.
Théo Haerpfer - Fattore d'organo
Creatore dell'organo nel 1984.
Origine e storia
La chiesa di Saint-Thérèse Vasperviller, situata a Moselle, sostituì dagli anni '50 una vecchia cappella temporanea del 1946, considerata troppo piccola e vecchia. Il progetto audace dell'architetto tedesco Karl Litzenburger, con sede nella regione del dopoguerra, fu inizialmente controverso nella parrocchia e nella diocesi di Metz. Tuttavia, gode del sostegno del Concilio Vaticano II, che incoraggia le innovazioni liturgiche, nonché il sostegno del Ministro della Cultura André Malraux. Il progetto, lanciato nel 1967, si è concluso con una solenne inaugurazione il 29 settembre 1968, segnando la nascita di un edificio decisamente contemporaneo.
La costruzione, con un costo controllato di 400.000 franchi, si basa su una combinazione di cemento armato e mattoni, con un campanile a forma di silo, la firma architettonica del progetto. Le facciate, ricoperte da un crepi grezzo dipinto in luce, contrastano con la parete di finestre in cemento grigio. All'interno, una superficie di 300 m2, può ospitare 175 fedeli. Le rifiniture funzionano fino al 1984 con l'aggiunta di campane nel 1973 e l'installazione di un organo a terra, progettato da Théo Haerpfer, con otto registri. Il lavoro principale è svolto dalla società locale Bopp & Dintzner, mentre altri lavori riguardano volontari e piccole imprese.
L'edificio incarna una sintesi tra modernità architettonica e economia dei mezzi, riflettendo le sfide della ricostruzione del dopoguerra in Lorena. Il suo stile spogliato e funzionale, ispirato ai precetti del Concilio, lo rende una testimonianza unica dell'adattamento del patrimonio religioso alle esigenze contemporanee. Le materie prime e le linee pulite sottolineano il desiderio di semplicità, rompendo con i cannoni tradizionali delle chiese rurali. Oggi, rimane un simbolo di resilienza e innovazione comunitaria in Oriente.
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