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Parish ensemble Saint-Joseph-Travailleur à Avignon dans le Vaucluse

Parish ensemble Saint-Joseph-Travailleur

    16 Avenue Etienne Martelange
    84000 Avignon
Proprietà di un'associazione

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
2000
1958
Creazione della parrocchia
1962
Risoluzioni
1967-1969
Costruzione della chiesa
19 octobre 1969
Consacrazione della Chiesa
22 décembre 1993
Primo ingresso MH
14 novembre 2024
Totale MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La chiesa; le facciate e i tetti del centro parrocchiale (cfr HW 195): iscrizione con decreto del 22 dicembre 1993; Il complesso parrocchiale Saint-Joseph-Travailleur, in totale, comprendente la chiesa, il centro parrocchiale, il giardino/cortile e il terreno della trama, secondo il piano annesso al decreto (edifici in rosso, giardino, cortile, recinzioni e pavimenti rosa), situato Avenue Etienne Martellange, mostrato nel catasto, sezione HW, sotto il numero di pacco 195: iscrizione per ordine del 14 novembre 2024

Dati chiave

Guillaume Gillet - Architetto Church Designer, Grand Prix de Rome 1946.
Charles André - Operazione Architetto Collaboratore locale di Gillet.
Abbé Marcel Roy - Pittura di vetro Creatore di finestre vetrate della chiesa.
Abbé Henri Laurent - Economia diocesana Membro del comitato di selezione di Gillet.
Père Joseph Persat - Parroco Iniziatore di progetto con Laurent.

Origine e storia

La chiesa di San Giuseppe Travailleur, situata nel quartiere Champfleury di Avignone, è stata commissionata dalla diocesi per soddisfare le esigenze di una parrocchia creata nel 1958, popolata principalmente da resti del Nord Africa. Inizialmente un semplice hangar in lamiera fu sostituito da un moderno edificio progettato dall'architetto Guillaume Gillet, vincitore del Gran Premio di Roma nel 1946. Quest'ultimo, noto per i suoi audaci successi come la Chiesa della Madonna di Royan, ha proposto un progetto triangolare che simboleggia la Trinità, integrando chiesa, presbiterio e sale parrocchiali. La costruzione, realizzata dal 1967 al 1969, utilizzava il cemento grezzo per paraboloidi deformanti e iperbolici, creando un'estetica d'avanguardia.

Il complesso parrocchiale, caratterizzato da una freccia metallica e da vetrate colorate di Abbé Marcel Roy, è stato consacrato il 19 ottobre 1969. La sua architettura, ispirata ai principi moderni degli anni '50, contrasta con il tradizionale stile Romano-Provencal di Avignone. Nonostante un ambizioso programma iniziale, i vincoli di bilancio limitano la sua piena attuazione: la sala conferenze e una galleria coperta non sono mai entrati in essere. La chiesa, classificata come monumento storico nel 1993 e poi nel 2024, e denominata "Twentieth Century Heritage", ora incarna un patrimonio architettonico unico.

Il distretto di Champfleury, che si stava espandendo negli anni '60, era sede di una maggioranza di persone che erano state rimpatriate dall'Algeria. L'associazione diocesana, l'appaltatore, offrì a Gillet grande libertà, lavorando con l'ingegnere Charles André e artigiani locali specializzati in cemento armato. Le pareti, segnate dalla venatura del legno di forma, e il tetto in rame ossidato, rafforzano il carattere innovativo dell'edificio. All'interno, una cornice laminata e colorate vetrate creano un'atmosfera favorevole alla meditazione.

Anche se il progetto iniziale è stato ridotto nel 1970, l'assemblea parrocchiale rimane una testimonianza importante dell'architettura religiosa moderna. Oggi gli annessi ospitano la Fraternità della Parola, ispirata da Madre Teresa, e la chiesa è attaccata alla parrocchia di San Ruf. Le ultime opere, supervisionate da Charles André, riguardavano la copertura in rame e le terrazze. L'edificio, con l'audacia formale e il simbolismo, continua a segnare il paesaggio di Avignone.

Guillaume Gillet, architetto prolifico, riaffermò il suo stile geometrico e brutalista, già visibile in Royan. Padre Marcel Roy, pittore di vetro, e ferrosoio Watkin ha contribuito alla bellezza dell'edificio, in particolare dalle vetrate e la croce sommitale. Ranked per le sue facciate, i tetti e il giardino, l'ensemble illustra il desiderio di rinnovare l'architettura sacra in una città storica come Avignone, integrandosi nel moderno movimento del XX secolo.

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