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Stazione degli autobus à Gray en Haute-Saône

Crédit photo : Prosopee - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1947
Avvio del progetto
1950-1953
Costruzione della stazione
28 juillet 1994
Protezione da MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti; tendaggi indipendenti (vedi AI 94, 95): registrazione per ordine del 28 luglio 1994

Dati chiave

Henry Chazal - Architetto Designer e direttore di costruzione.

Origine e storia

Gray Bus Station, costruita tra il 1950 e il 1953, è un esempio tardo dello stile architettonico del Paquebot degli anni '30. Questo edificio in cemento armato, progettato dall'architetto Henry Chazal del Regno Unito, incarna un'estetica funzionale e modernista tipica del periodo interbellico, anche se realizzata dopo la seconda guerra mondiale. Il progetto, sviluppato nel 1947, riflette le ambizioni di modernizzare le infrastrutture di trasporto nella Francia del dopoguerra.

L'edificio è stato protetto sotto Monumenti Storici dal 1994, con un'iscrizione che copre le sue facciate, i tetti e la tenda indipendente. La sua posizione a Gray (Haute-Saône), su Carnot Avenue, lo rende un importante punto di riferimento urbano. La stazione degli autobus, una proprietà condivisa tra il comune e gli attori privati, simboleggia anche l'evoluzione della mobilità collettiva nella metà del XX secolo, in una regione segnata dalla ricostruzione e dall'industrializzazione.

Lo stile Paquebot, caratterizzato da linee pulite e ispirazione marittima, trova qui un'espressione atipica, quasi anacronistica. Henry Chazal, architetto locale, coniuga funzionalità ed eleganza, adattando il progetto ai vincoli tecnici e di bilancio del tempo. I materiali, come il cemento armato, testimoniano le innovazioni costruttive delle Trenta Glorie, un periodo di crescita economica e di espansione delle reti di trasporto in Francia.

La protezione parziale del monumento (façades, tetti e tende) sottolinea il suo valore di patrimonio, nonostante una posizione GPS considerata soddisfacente (nota 6/10). Gli archivi menzionano anche una licenza Creative Commons per la visualizzazione associata, che indica un continuo documentario e interesse culturale in questa testimonianza architettonica.

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