Inaugurazione iniziale 16 décembre 1786 (≈ 1786)
Prima esecuzione con *Il potere dello zelo* e *Il giudizio di Midas*.
1813
Distruzione dell'uragano
Distruzione dell'uragano 1813 (≈ 1813)
Edificio danneggiato, ricostruito nel 1817.
31 décembre 1817
Riapertura dopo la ricostruzione
Riapertura dopo la ricostruzione 31 décembre 1817 (≈ 1817)
Camera rossa in italiano per 800 posti.
1836
Abolizione della segregazione
Abolizione della segregazione 1836 (≈ 1836)
Luoghi assegnati per prezzo, non per gara.
18 août 1891
Istruzione per ciclone
Istruzione per ciclone 18 août 1891 (≈ 1891)
Chiuso fino al 1890 per la ristrutturazione.
décembre 1900
Riapertura dopo la ristrutturazione
Riapertura dopo la ristrutturazione décembre 1900 (≈ 1900)
Considerato l'edificio più bello delle Indie Occidentali.
mai 1901
Chiusura finale
Chiusura finale mai 1901 (≈ 1901)
La bancarotta del direttore e i conflitti interni.
8 mai 1902
Destruction by the Pelee Mountain
Destruction by the Pelee Mountain 8 mai 1902 (≈ 1902)
Bruciando nuvola rasatura San Pietro.
12 décembre 1996
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 12 décembre 1996 (≈ 1996)
Protezione delle rimanenti rovine.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Le rovine (Box B 73): classificazione per decreto del 12 dicembre 1996
Dati chiave
Pierre Fourn - Negoziazione e co-fondatore
Iniziatore del progetto nel 1786.
Louis-François Ribié - Direttore (1816-1830)
Gestisce la ricostruzione post-Hurriconia 1813.
Charvet - Direttore (1836-1850)
Abolish segregazione razziale in teatro.
Eugène Peronne - Direttore (1850-1901)
Regia fino alla chiusura finale.
Madeleine Jouvray - Sculptore
Autore di *Saint-Pierre rinato dalle sue ceneri* (1928).
M. Osenat - Professore di disegno
Arredamento interno e decorazione scenica.
Euphrasie Rosal - Artista locale
L'idolo creolo del teatro della pierrotina.
Origine e storia
L'ex Teatro di San Pietro, noto anche come Salle de la Comédie, è stato inaugurato nel 1786 all'angolo delle vie Victor-Hugo e del Teatro nel quartiere Centro. Nato da un'iniziativa privata di quattro commercianti pirati (Pierre Fourn, Durana, Joyau e Mignard), simboleggia lo sviluppo culturale di una città arricchita dal commercio dello zucchero. Un piccolo modello del Grand-Théâtre de Bordeaux, la sua facciata neoclassica, ritmica da pilastri e portici ionici, accolse un pubblico gerarchico: creoli bianchi nelle logge, mulattres au parterre, schiavi di "paradi". Il repertorio, variegato, opere miste (come La Traviata), opere di Beaumarchais o Sedaine, e danze slave, riflettendo le tensioni sociali del tempo.
Il teatro subì diverse ricostruzioni dopo i devastanti cicloni (1813, 1831, 1891), ogni volta modernizzati per ospitare fino a 1.000 spettatori. Nel 1836, sotto la direzione di Charvet, divenne il primo posto nelle Indie Occidentali per abolire la segregazione razziale nell'assegnazione dei luoghi, una rivoluzione sociale. Un luogo di dibattito politico dopo l'abolizione della schiavitù (1848), era anche un alto luogo di carnevale e danze. Nonostante una sontuosa ristrutturazione nel 1900 (luci, decorazioni firmate da Osenat e Fulconis), le difficoltà finanziarie portarono alla sua chiusura nel maggio 1901. Un anno dopo, l'eruzione del Monte Pelee lo distrusse quasi interamente, lasciando solo le sue scale monumentali, la sua fontana di delfino in bronzo, e i resti della sua fossa d'orchestra.
Ranked un monumento storico nel 1996, il sito è ora un monumento maligno. Le sue rovine — passi, pilastri di facciata, e tracce del vestibolo di marmo — evocano un'epoca in cui Saint-Pierre, soprannominato il "Paris des Antilles", brillano intellettualmente. La statua di Saint-Pierre rinasce dalle sue ceneri (1928), scolpita da Madeleine Jouvray (collaboratore di Rodin), richiama la resilienza della città. Il teatro incarna così la grandezza e la fragilità di un patrimonio coloniale, segnato da disastri naturali e da sconvolgimenti sociali.
La sua architettura rifletteva le influenze europee (stile neoclassico, stanza in stile italiano) integrando le specificità locali, come i bagni in marmo a forma di gondola o il caffè Comédie, dove i giornali di Parigi, Londra e Guadalupa leggono. Gli annessi lussuosi (soggiorno, biliardo, vasca da bagno) sono un testamento di una ricca società creolo desiderosa di cultura e modernità. Il teatro era anche un laboratorio di arti creole, dove la musica e la danza sono emersi dal confronto tra repertorio europeo e tradizioni africane, portato da schiavi che partecipano agli spettacoli.
Tra le figure di rilievo, Louis-François Ribié (direttore dal 1816 al 1830) e Eugène Peronne (1850-1901) incarnarono la sua età d'oro, mentre artisti come la famiglia Olivier Dupuy o Euphrasie Rosal, "Creole idol", brillano lì. Il teatro fu infine la scena delle tensioni politiche: nel 1789, un cocardo tricolore innescava rivolte tra monarchi e patrioti; Nel 1830, la sua chiusura temporanea seguì perturbazioni razziste. Questi episodi illustrano il suo ruolo di specchio delle fratture sociali della Martinica pre-volcanica.
Annunci
Si prega di accedere per inviare una recensione