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Cimitero à Landivisiau dans le Finistère

Finistère

Cimitero

    37 Rue du Général Mangin
    29400 Landivisiau
Cimetière
Cimetière
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Cimetière
Cimetière
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Cimetière
Cimetière
Cimetière
Cimetière
Crédit photo : GO69 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1er quart XVIIe siècle
Costruzione di cimitero e cappella
28 février 1916
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapel (Box AC 94): Ordine del 28 febbraio 1916

Dati chiave

Information non disponible - Nessun personaggio citato nelle fonti Gli archivi consultati non menzionano attori specifici.

Origine e storia

Il cimitero di Landivisiau, situato in Bretagna, risale al primo trimestre del XVII secolo. Originariamente, circondava la chiesa locale prima che l'attuale cappella fosse ricostruita nella sua posizione. Questo monumento storico si distingue per il suo piano rettangolare, le sue due caviglie e un caratteristico campanile. La facciata, protetta da un piccolo portico, è caratterizzata da due colonne, un frontone, e quattro baie curve separate da cariatidi, elementi architettonici notevoli per il tempo.

La cappella, classificata come Monumento Storico con decreto del 28 febbraio 1916, è l'unico elemento protetto del sito (cadastre AC 94). Il suo indirizzo ufficiale, 5 rue de Mestual, conferma il suo ancoraggio nel centro di Landivisiau, in Finistère. La posizione GPS, sebbene nota come "passabile" (nota 5/10), permette di collocare il monumento in un contesto urbano conservato, riflettendo l'organizzazione spaziale del cimitero parrocchiale di Breton di tempi moderni.

Il cimitero illustra l'evoluzione delle pratiche funerarie e religiose in Bretagna nel XVII secolo. A quel tempo, le cappelle del cimitero spesso servivano come luogo secondario di culto, ospitando masse per i defunti o processioni. La loro architettura, come qui con i cariatidi e il portico con colonne, a volte riflette l'influenza delle correnti artistiche classiche o barocche, introdotte da artigiani locali o itineranti. Questi spazi hanno anche svolto un ruolo sociale centrale, segnando il limite tra il sacro e il profano nella vita quotidiana delle comunità rurali o urbane.

Fonti disponibili, tra cui il database Merimée e Monumentum, evidenziano l'importanza del patrimonio del sito, anche se le informazioni pratiche (visite, accesso) rimangono parzialmente documentate. La licenza Creative Commons associata a fotografie (GOL69 credit) facilita la diffusione della sua immagine, contribuendo al suo miglioramento culturale.

Collegamenti esterni