Costruzione iniziale vers 1870 (≈ 1870)
Prima campagna di Charles Garacci.
1897-1904
Estensione e decorazioni
Estensione e decorazioni 1897-1904 (≈ 1901)
Aggiunta di due piani da Charles Bensa.
5 mai 1995
Classificazione MH
Classificazione MH 5 mai 1995 (≈ 1995)
Registrazione di facciate e decorazioni.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Facciata sud e fregio della facciata ovest con la loro decorazione sgraffitte (Box KT 11): iscrizione per ordine del 5 maggio 1995
Dati chiave
Charles Garacci - Pittore e produttore
Autore della prima campagna (1870).
Charles Bensa - Produttore
Capo dell'estensione (1897-1904).
Origine e storia
L'edificio Garacci-Bensa, situato a 9 rue Longchamp e 6 rue Maréchal-Joffre a Nizza, è un edificio emblematico della fine del XIX secolo. Costruito in due fasi, illustra l'evoluzione architettonica del periodo Nizza. La prima campagna, intorno al 1870, fu guidata da Charles Garacci, un pittore di Nizza specializzato in scene di genere. Questo primo edificio pone le fondamenta di un edificio residenziale tipico dell'urbanismo locale Haussmanniano, caratterizzato da un'attenta ricerca estetica.
Tra il 1897 e il 1904 Charles Bensa, probabilmente erede o partner, supervisiona l'aggiunta di due piani aggiuntivi. Questa estensione è accompagnata da una complessa decorazione a borchie, che rappresenta soggetti mitologici, così come sgraffiti (tecnica graffiante su rivestimento colorato) che adornano le facciate sud e ovest. Questi elementi decorativi, caratteristici dell'eclettismo architettonico del tempo, riflettono l'influenza delle correnti artistiche italiane e francesi nella regione.
L'edificio è ufficialmente riconosciuto per il suo valore di patrimonio il 5 maggio 1995, quando la sua facciata meridionale e il fregio di facciata ovest, con le loro decorazioni sgraffitte, sono elencati come monumenti storici. Questa classifica sottolinea l'importanza dell'edificio come testimonianza della storia urbana e artistica di Nizza, tra tradizione locale e modernità alla fine del secolo. I documenti ufficiali (base Merimée) specificano che l'edificio è identificato sotto il KT 11 cadastre, confermando il suo ancoraggio nel tessuto storico della città.
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