Periodo di occupazione del sito Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Data principale di deposito archeologico.
4 janvier 1989
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 4 janvier 1989 (≈ 1989)
Classificazione dei depositi ufficiali per ordine.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Gisaggio esterno neolitico del Collet Redon alla Corona (Box CT 62, 64): Registrazione per ordine del 4 gennaio 1989
Origine e storia
Il Gisement du Collet Redon è un sito archeologico a cielo aperto risalente alla regione neolitica, situato nel comune di Martigues, nel dipartimento Bouches-du-Rhône. Questo deposito, scoperto in un contesto naturale conservato, offre una testimonianza materiale degli stili di vita e delle attività delle popolazioni preistoriche che vivono in questa zona mediterranea. Il suo significato storico ha portato alla sua registrazione come monumenti storici con decreto ministeriale il 4 gennaio 1989, riconoscendo il suo valore di patrimonio e la necessità della sua protezione.
Il sito si trova proprio alla Corona, un'area di Martigues identificata dal catasto sotto appezzamenti CT 62 e CT 64. Di proprietà del comune, è soggetto alla supervisione amministrativa tramite la base Mérimée, che elenca i monumenti storici francesi. Le coordinate disponibili collocano il deposito vicino all'indirizzo "4 Allée des Roches", anche se l'accuratezza di questa posizione è valutata come povera (livello 5 su 10). Nessuna informazione è fornita sulla sua accessibilità al pubblico o su eventuali strutture turistiche.
La regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, e in particolare i Bouches-du-Rhône, ospitano numerosi resti preistorici, che riflettono un'antica e continua occupazione umana. Il neolitico, il periodo in cui appartiene il Collet Redon, segna una grande transizione con l'adozione di agricoltura, sedentarizzazione e la produzione di utensili in pietra levigata. Questi depositi, spesso all'aperto, permettono agli archeologi di studiare le strategie di sussistenza, gli scambi culturali e le trasformazioni ambientali del tempo. La classifica del sito sottolinea il suo ruolo nella comprensione di questo periodo cardine della storia regionale.