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Giardino Grassi di Aix-en-Provence dans les Bouches-du-Rhône

Patrimoine classé
Patrimoine des loisirs
Jardin
Bouches-du-Rhône

Giardino Grassi di Aix-en-Provence

    Avenue de Grassi
    13100 Aix-en-Provence
Crédit photo : Malost - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
500
600
1900
2000
122 av. J.-C.
Fondazione di Aquaæ Sextiæ
Ier-Ve siècle
Periodo di occupazione della villa
1939-1945
Ricerca iniziale
1958
Monumento storico
Années 1990
Ripristino parziale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Terreno contenente i resti archeologici del Giardino di Grassi (675 m2) : classificazione per decreto 30 ottobre 1958

Dati chiave

Caius Sextius Calvinus - Console Romano Fonda Aquaæ Sextiæ nel 122 BC.
Fernand Benoit - Archeologo Diretto gli scavi del 1939-1945.
Jean-Marie Gassend - Artista Realizzato il trompe dell'occhio dell'atrio.

Origine e storia

Il Giardino Grassi, situato ad Aix-en-Provence, corrisponde ai resti di una domus romana ricercata tra il 1939 e il 1945. Questa lussuosa villa, datata dal I al V secolo, presenta pavimenti decorati con marmi preziosi (Carrare, Chemtou) e mosaici, così come un peristyle. Gli archeologi Fernand Benoit, Robert Ambard e Jean Irigoin identificarono cinque case su due isolate, separate da un cardo. Nonostante la sua ricchezza, il sito ha sofferto di saccheggiare dai residenti locali e progetti urbani distruttivi, lasciando solo frammenti come atrio, ora parzialmente restaurato.

Villa Grassi illustra il modo di vivere delle élite Gaulo-Romane di Aquæ Sextiæ, capitale della Seconda Narbonnaise. Il suo graduale abbandono dal III secolo in poi riflette il declino demografico della città, dove il domus del centro sono stati abbandonati a favore dei quartieri periferici. Gli oggetti scoperti (ceramica, statuetta d'Esculape) confermano il suo facile stato residenziale, mentre le inondazioni dell'Arco e dell'erosione hanno cancellato parte dei suoi mobili. Il sito, classificato come monumento storico nel 1958, rimane una rara testimonianza della pianificazione urbana romana aixiana, nonostante la distruzione subita.

Il contesto storico di Aquæ Sextiæ, fondato nel 122 a.C. da Caius Sextius Calvinus dopo la distruzione del salyen oppidum di Entremont, illumina l'importanza di questa villa. La città, levigata per la prima volta da Gaulish sotto il controllo romano, divenne una città peregrina e poi una colonia latina sotto Augusto. Il quartiere settentrionale, dove si trova Villa Grassi, ospitava le residenze dei notabili, come testimoniano i giardini di cinque pezzi e il panorama sontuoso. Questi resti contrastano con le case modeste del centro, con pavimenti in argilla, rivelando una società stratificato.

Gli scavi degli anni '90 salvarono i resti dell'atrio, integrati da un trompe-l'oeil di Jean-Marie Gassend per suggerire il suo stato originale. Il sito, di proprietà del comune, è ora protetto, ma il suo stato frammentario ricorda le carenze della conservazione archeologica in Aix. Il confronto con altri domus aixese, come quello del parcheggio Pasteur (2.600 m2), sottolinea il suo carattere eccezionale, anche se meno monumentale dell'antico teatro scoperto nel 2004.

Il caso di Villa Grassi simboleggia le sfide dell'archeologia urbana. Dai primi scavi, gli oggetti sono stati dispersi tra gli abitanti, e i progetti scolastici hanno portato alcune delle strutture. Solo il peristyle subsisted, mentre le trincee scavate per fondazioni moderne hanno permesso di stabilire un piano parziale. Questo caso esemplifica la vulnerabilità dei resti all'urbanizzazione, nonostante i successivi sforzi di restauro e sviluppo, come quelli effettuati per la zona confinante di Grassia, un santuario rurale distrutto per costruire abitazioni.

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