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Grotta di Nero in Soia à Soyons en Ardèche

Patrimoine classé
Vestiges préhistoriques
Grotte
Grotte préhistorique

Grotta di Nero in Soia

    Chemin Marcel Astier
    07130 Soyons
Proprietà del comune
Grotte de Néron à Soyons
Grotte de Néron à Soyons
Crédit photo : Thilo Parg - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1869
La scoperta della grotta
1915-1919
Ricerche di Jacques Goury
1950
Ricerca scientifica del 1950
1965
Classificazione monumento storico
1990-1991
Ultimi scavi principali
1999
Aperto al pubblico
2004
Definizione di Nerone
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La grotta (Case AE 48): classificazione per decreto del 7 ottobre 1965

Dati chiave

Ludovic-Napoléon Lepic - Scoperta della grotta Con Jules Sonier de Lubac.
Jules Sonier de Lubac - Scoperta della grotta Co-autore dei primi scavi.
Jacques Goury - Ricerche (1915-1919) Piccole campagne documentate.
Edmond Beaux - Ricerche (30) Risultati inediti.
Ludovic Slimak - Setter nero Tesi pubblicata nel 2004.

Origine e storia

La grotta di Nerone, detta anche Balm Nero, è un importante sito preistorico situato nel comune di Soyons, nel dipartimento di Ardèche, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. Scoperta nel 1869 da Ludovic-Napoleon Lepic e Jules Sonier de Lubac durante una partita di caccia, deve il suo nome al cane Nero, che per la prima volta ha penetrato la cavità da un ingresso discreto. La grotta, scavata in un'eminenza calcarea che domina la valle del Rodano di 95 metri, fa parte di una serie di sette cavità archeologiche della serra Guercy.

I primi scavi, effettuati nel 1869, rivelarono un'industria litica bosteriana e un'occupazione umana risalente al Paleolitico medio. Varie campagne di scavo seguirono nel XX secolo, in particolare tra il 1915-1919 e gli anni trenta, ma i loro risultati furono poco pubblicati. Gli scavi scientifici del 1950 (pubblicati nel 1951) e 1990-1991 (pubblicati nel 1992) ci hanno permesso di specificare la stratigrafia del sito, evidenziando tre fasi di occupazione umana nel Paleolitico, incorniciato da periodi di utilizzo da grandi carnivori (bere, iene, felini).

Il sito ha fornito una notevole industria litica, con due livelli Mossteriani e un livello di transizione chiamato Neroien da Ludovic Slimak nel 2004. Questa fazione culturale, caratterizzata da strumenti snelle come i "Tips of Soyons", è considerata un'industria di transizione tra il Moustarian e l'Aurignacian, potenzialmente associata a Homo sapiens. Gli scavi del 1990-1991 rivelarono anche due denti umani neandertalici, datati da 71.000 a 57.000 anni, la prima prova della presenza dei neandertaliani nella valle del Rodano.

Raccolse un monumento storico nel 1965 per il suo deposito archeologico, la grotta fu costruita e aperta al pubblico nel 1999. Le visite, possibili da aprile a ottobre, includono rievocazioni della fauna Neanderthal e preistorica (bere, leoni, iene). Il vicino sito del Renard Hole, anche accessibile, completa la scoperta con le sue concrezioni calcaree (stalattiti, stalagmiti) e tracce di occupazione paleolitica.

La Grotta Nero illustra così l'evoluzione delle culture preistoriche nella Francia sudorientale, offrendo al tempo stesso un'eccezionale testimonianza delle interazioni tra umani e grandi predatori durante il Pleistocene. Il suo studio ha contribuito ad arricchire la conoscenza delle industrie di transizione litica e la coesistenza tra Homo neanderthalensis e Homo sapiens in Europa.

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