Lavoro magdaleniano 13 370 – 12 710 av. J.-C. (≈ 540 av. J.-C.)
Dati carbonio 14 di resti ossei.
1116
Primo ingresso scritto
Primo ingresso scritto 1116 (≈ 1116)
Certificato sotto *Hospitalis de Comarco* nei testi.
1915
Scoperta delle incisioni
Scoperta delle incisioni 1915 (≈ 1915)
Di Henri Breuil e Pierre Paris.
12 février 1924
Monumento storico
Monumento storico 12 février 1924 (≈ 1924)
Protezione della grotta e dei suoi bassorilievi.
1977–1981
Ricerca dei Dellucs
Ricerca dei Dellucs 1977–1981 (≈ 1979)
Scopri nuove figure e studi stratigrafici.
2013–2015
Nuove interpretazioni
Nuove interpretazioni 2013–2015 (≈ 2014)
Pascal Raux identifica una testa barbuta sovrapposta.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Grotta decorata con bassorilievi preistorici del castello di Comarque: classificazione per decreto del 12 febbraio 1924
Dati chiave
Henri Breuil - Preistoria
Scoperta di incisioni nel 1915.
Pierre Paris - Esploratore locale
Esplorazione consigliata della grotta.
Brigitte Delluc - Archeologo
Ricerche e pubblicazione del corpus (1981).
Gilles Delluc - Archeologo
Co-scopritore della donna incinta incisa (1993).
Pascal Raux - Ricercatore in Preistoria
Interpretazione di nuove figure (2013–2015).
Arlette Leroi-Gourhan - Palinologo
Il polline analizza le occupazioni attuali.
Origine e storia
La Grotta Commarque è una cavità preistorica ornata situata nella valle della Grande Beune, nel territorio di Sireuil (comune des Eyzies-de-Tayac-Sireuil, Dordogne, Nouvelle-Aquitaine). È ai piedi di una scogliera calcarea sormontata dal castello di Commarque, 2,1 km ad est di Sireuil. Il suo ingresso, a 95 m sul livello del mare, si apre in un portico naturale scavato dall'erosione, con due accessi: un tubo stretto (chiuso da una muratura) e un ingresso principale con vista su una stanza di 6 × 6 m. La grotta si estende su 65 m, con due piani e camini naturali. Il suo nome, attestato fin dal 1116 nella forma di Hospitalis de Comarco, si è evoluto in Comarchia (1356) e poi Comarca (1365).
Scoperto nel 1915 da Henri Breuil e Pierre Paris, la grotta rivela un insieme eccezionale di arte parietale di Magdalenia (ca. 13,000 a.C.), tra cui undici figure antropomorfe (tra cui una donna incinta incisa su un rilievo naturale) e rappresentazioni animali, come il cavallo grande metà scolpito, quasi a grandezza naturale. Quest'ultimo, situato nella galleria profonda, illustra una notevole padronanza dell'uso dei rilievi naturali della parete. I resti archeologici, in particolare nella "tasca G2" della galleria a destra, hanno fornito strumenti litici (burine, lame) e ossa di fauna fredda (reindeer, ibex, volpi polari), datati tra 13,370 e 12,710 anni BP, corrispondenti alla fine del Dryas I.
La grotta ha avuto occupazioni successive: dopo il Magdaleniano, il suo suolo sale al neolitico (circa 5.000 a.C.), un periodo in cui probabilmente funge da ovina, come evidenziato dalle tracce di lussuria di figure da animali domestici. Sviluppi trogloditici medievali, legati alla costruzione del castello, parzialmente distrutti o coperti i resti preistorici. Nonostante queste perturbazioni, la grotta conserva tracce di arte rocciosa unica, come gambe intagliate di orsi, segni vulvar, e una testa barbuta sovrapposta su un cavallo, eseguita nel 2015 da Pascal Raux. Classificata come monumento storico nel 1924, rimane una proprietà privata inaccessibile al pubblico.
Gli scavi effettuati tra il 1977 e il 1981 da Brigitte e Gilles Delluc ci hanno permesso di scoprire nuove figure e di studiare il contesto archeologico, rivelando un importante leaching di suoli e miscele di stratigrafici. Le analisi Palynological di Arlette Leroi-Gourhan e carbonio 14 datazione hanno confermato un'occupazione umana durante un periodo di relativo riscaldamento globale, segnando la transizione tra Paleolitico superiore e Olocene. La grotta, anche se piccola, si distingue per la densità delle sue rappresentazioni femminili e la sua vicinanza ad altri siti importanti come Cap Blanc (550 m a nord-ovest) o Laussel (340 m a nord).
L'archeoacustica della valle del Beune, dove si trova Commarque, ha rivelato fenomeni di eco evocando un galoppo di cavalli, rafforzando l'ipotesi di un legame tra suoni naturali e rappresentazioni animali delle grotte ornate. Questo contesto sonoro, insieme alla concentrazione di siti preistorici nel raggio di 10 km (Font-de-Gaume, Les Combarelles, Bernifal), suggerisce un'occupazione umana intensa e organizzata durante il Paleolitico Superiore. La grotta Commarque, anche se meno conosciuta di Lascaux o Rouffignac, offre così una preziosa testimonianza delle pratiche artistiche e simboliche delle società di Magdalenia.
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