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Grotte du Moulin de Laguenay a Lissac-sur-Couze en Corrèze

Patrimoine classé
Vestiges préhistoriques
Grotte
Grotte ornée
Corrèze

Grotte du Moulin de Laguenay a Lissac-sur-Couze

    La Boissière
    19600 Lissac-sur-Couze
Grotte du Moulin de Laguenay à Lissac-sur-Couze
Grotte du Moulin de Laguenay à Lissac-sur-Couze
Crédit photo : Père Igor - Sous licence Creative Commons

Timeline

Paléolithique
Mésolithique
Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1505000 av. J.-C.
1504900 av. J.-C.
0
1900
2000
Gravettien (Paléolithique supérieur)
Periodo di dipinti parietali
15 juin 1994
Classificazione monumento storico
Début du XXe siècle
Variazione dell'entrata
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Grotta (AK 292, 263): entrata per ordine del 15 giugno 1994

Dati chiave

Jacques Tixier - Archeologo Mani negative studiate
Pierre Vidal - Ricercatore Studi climatici e fotografici
Notaire de Lissac-sur-Couze (anonyme) - Ex proprietario Un ingresso dinamico al 20°

Origine e storia

La grotta di Moulin de Laguenay, conosciuta anche come la grotta di Boissière, è una grotta ornata situata nella città di Lissac-sur-Couze, a Corrèze, nell'ex regione di Limousin. È famosa per le sue due mani negative e la sua serie di punti rossi, datati da Gravettien, un periodo di Paleolitico superiore. Queste rappresentazioni parietali, protette da uno strato sottile di calcite, riflettono un'occupazione preistorica del sito. La grotta è stata elencata come monumento storico per ordine del 15 giugno 1994, riconoscendo il suo valore archeologico e patrimonio.

La grotta si apre nella collina Puy Gérald, sulla caussa correziana, a circa 140 metri sul livello del mare. Il suo ingresso, parzialmente crollato e ristretto all'inizio del XX secolo da un ex proprietario, dà accesso a una galleria di 35 metri. All'interno, una depressione fangosa e banchi di sedimenti suggeriscono un antico sfruttamento dei materiali. Le pareti, parzialmente ricoperte di concrezioni, contengono tracce di arte parietale, soprattutto in una zona a forma di dovale chiamata "absidiole", dove ci sono mani e punti.

Le due mani negative, fatte soffiando o sputando pigmento nero, sono posizionate davanti a un foglio di punti rossi. La prima mano, situata tra 71 e 87 cm dal terreno, è relativamente ben conservata, nonostante alcune degradazioni moderne. Il secondo, più alto (106-114 cm), è parzialmente cancellato e coperto di calcite. La tovaglia rossa, composta da almeno 24 punti, ha una complessa organizzazione geometrica, con allineamenti e curve, suggerendo un'intenzione simbolica o estetica.

La grotta ha anche servito, nel corso dei secoli, come fienile o rifugio costruito dai residenti locali. Il suo ingresso, dinamitato all'inizio del XX secolo per impedire il suo utilizzo come luogo di incontro, è stato modificato, ma i resti preistorici rimangono intatti. Studi idrogeologici e geologici hanno rivelato che la cavità, un'antica rinascita carsica, è stata formata in calcare giurassico. Il suo riempimento sedimentario e le sue concrezioni testimoniano una complessa storia geologica, segnata da fasi di inondazione, fossilizzazione e drenaggio.

Le rappresentazioni parietali del Moulin de Laguenay sono paragonabili a quelle di altri siti sud-ovest, come la grotta Pech-Merle nel Lot. Il loro stile e la loro tecnica, compreso l'uso di soffiare per punti e mani, evidenziano le pratiche artistiche condivise durante il Gravettien. La grotta, anche se di dimensioni modeste, offre così una preziosa testimonianza di arte e vita delle popolazioni preistoriche a Corrèze.

Oggi la grotta Moulin de Laguenay è protetta e studiata per il suo valore archeologico. La sua classificazione come monumento storico nel 1994 ha conservato i suoi dipinti rocciosi, permettendo alla ricerca scientifica di comprendere meglio la sua storia geologica e umana. Moderni, anche se limitati, i degradi richiamano l'importanza della conservazione per le generazioni future.

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