Origine e storia
Il tumulo di Bougon costituisce un insieme di cinque tumuli (e una struttura atipica, il tumulo D) eretto tra il quinto e il terzo millennio a.C., in un anello del fiume Bougon, su un altopiano calcareo. Questo sito, usato come necropoli collettiva, contiene otto sale sepolcrali sparse su meno di due ettari. Le prime costruzioni datano dall'inizio del quinto millennio a.C., ma il sito è stato riutilizzato fino alla metà del terzo millennio a.C., con tracce di sepolture secondarie e mobili funerari vari (ceramica, strumenti flint, guarnizioni). La bipartizione della necropoli, segnata dal tumulo D, suggerisce l'esistenza di due comunità distinte che coesistevano o succesero al sito.
Gli scavi archeologici iniziarono nel 1840, iniziati da Charles Arnault, Ch. Sauze e M. Baugier per conto della Société de Statistique des Deux-Sèvres. Queste prime esplorazioni, incentrate sul tumulo A, rivelano scheletri, oggetti flint e ceramiche, così come un'incisione interpretata come un uccello su un pilastro. È emersa una rivalità tra società apprese (Société des Antiquaires de l ́Ouest), accelerando gli scavi su altri tumuli (C, E, F). Nel 1875, il Conseil général des Deux-Sèvres acquisì le trame e chiuse il sito, segnando l'inizio della sua protezione. Gli scavi ripresero nel 1968 sotto la direzione di Claude Burnez, poi Jean-Pierre Mohen (1972-1986), rivelando strutture complesse e mobili ricchi, tra cui le più antiche ossa umane del Neolitico nell'Europa occidentale (c. 4700 a.C.).
Il tumulo A, con un diametro di 40 m, si distingue per la sua camera funebre coperta da una lastra di 90 tonnellate, sostenuta da pilastri obliqui. Il tumulo C, costruito in tre fasi, illustra un'evoluzione architettonica, da un cairn circolare (C1) ad un enorme monumento (C3) che sigilla permanentemente l'accesso. Il tumulo più lungo F (72 m) combina tre parti (F0 a F2) con il libro di tombe del quinto millennio a.C., così come strumenti e ceramiche. Il tumulo D, una struttura enigmatica senza equivalente noto, può essere servito come separatore simbolico tra le due parti della necropoli. Queste scoperte, integrate dal carbonio 14 datazione, hanno identificato sei fasi di sviluppo del sito, riflettendo il suo uso prolungato e trasformazioni rituali.
Nel 1993 è stato inaugurato il Museo Tumulus di Bougon, con collezioni archeologiche di scavi locali e regionali. Progettato dall'architetto Jean-François Milou, offre un'immersione nel neolitico, con ricostruzioni di monumenti megalitici e esperimenti archeologici condotti tra il 1979 e il 1998. Quest'ultimo, guidato da Jean-Pierre Mohen, ha testato le tecniche di trasporto e sollevamento di lastre monumentali, come quella del tumulo F2 (32 tonnellate), dislocate da 230 persone nel 1979. Il parco archeologico adiacente incorpora spazi educativi, evocando la vita quotidiana e le tecniche di costruzione preistorica, mentre il sito stesso, classificato come monumento storico nel 1960, rimane una testimonianza importante del megalitismo in Nuova Aquitania.
Il tumulo di Bougon ha anche ispirato la ricerca comparativa, in particolare con le sedi di Salles e Pambroux, e ha attirato l'attenzione internazionale grazie alla ricchezza dei loro mobili funebri. Gli oggetti scoperti, come vasi di supporto, assi fibrolitici o perline variscite, sono esposti al museo accanto a modelli e documenti storici. Il sito, di proprietà del dipartimento Deux-Sèvres, è ora un luogo di visita e di ricerca, offrendo una visione unica delle pratiche funerarie e l'organizzazione sociale delle comunità neolitiche nel centro occidentale della Francia.
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