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Alloggio gesuita

Alloggio gesuita

    Route de Remire
    97354 Remire-Montjoly
Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
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Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
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Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
Habitation des Jésuites
Crédit photo : Billiers56 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1668
Fondazione di alloggi
1733
Costruzione di mulini a vento
1764
Espulsione dei Gesuiti
1988
Sito riscoperto
11 octobre 1993
Classificazione monumento storico
2007
Acquisizione del Conservatoire du Littoral
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Vestiges de l'Habitation, sul sito di Loyola, compreso il loro pavimento a piastre (vedi AK 416-418): iscrizione per ordine dell'11 ottobre 1993

Dati chiave

Père Jean Grillet - Fondatore di alloggi Iniziatore del sito gesuita nel 1668.
Jean-Baptiste Fusée-Aublet - Botanista La sua ricerca iniziò nel 1762.
Charles Marie de La Condamine - Accademico Rimase nel 1744 dopo la sua spedizione andina.
Philippe Choisela - Comandante dei Fratelli Solo occupante menzionato nel 1735.

Origine e storia

Loyola, fondata nel 1668 da padre Jean Grillet, fu una piantagione coloniale gestita dai Gesuiti a Remire-Montjoly, nella Guiana francese. Destinato a finanziare le loro missioni di evangelizzazione, divenne una fabbrica di zucchero prospera nel XVII secolo, sfruttando fino a 500 schiavi su oltre 1.000 ettari. I gesuiti coltivavano lo zucchero, il caffè, il cacao e il cucù, mentre amministravano le parrocchie locali e le missioni amerindi.

L'abolizione dell'ordine gesuita nel 1764 da Luigi XV portò all'abbandono dell'abitazione intorno al 1770. Riscoperto nel 1988, il sito rivela resti eccezionali: casa padronale, cappella, cimitero, mulino a vento, purghe e alloggi schiavi. Queste sono le prove della vita quotidiana, dell'economia dello zucchero e della complessità del rapporto tra religione e schiavitù.

Classificato come monumento storico nel 1993, Loyola è stato oggetto di scavi archeologici e miglioramenti da parte delle università francesi e del Quebec dal 1994. Il sito, acquistato dal Conservatoire du Littoral nel 2007, è ora un luogo di memoria e passeggiate, offrendo una testimonianza unica sul patrimonio coloniale di Guyana.

Tra i resti notevoli, la casa del maestro, anche se non occupata, simboleggiava il potere gesuita. La cappella, l'ospedale e il cimitero illustrano il loro ruolo economico e pastorale. La ceramica, la forgiatura e l'indigoto rivelano un'artigianato raro. Il mulino a vento, anche se non molto funzionale, segna il culmine tecnico della fabbrica di zucchero.

Il botanico Jean-Baptiste Fusée-Aublet iniziò il suo lavoro sulla flora della Guyana nel 1762, culminando nel suo libro Histoire des plants de la Guiana françoise (1775). Il sito, legato a narrazioni letterarie come il fumetto L-Spervier, attira oggi ricercatori e visitatori per il suo patrimonio storico e naturale conservato.

Gli scavi hanno espulso quasi 40 tombe nel cimitero, dove schiavi, amerindi e coloni riposano. La fabbrica di purificazione e di zucchero, disuso nel 1753, richiama l'importanza economica dello zucchero, mentre i quartieri schiavi, situati vicino all'attuale entrata, evidenziano le condizioni di vita dei 500 prigionieri. Il sito rimane un problema di memoria e di ricerca sulla schiavitù in Guyana.

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