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Hospice Saint-Nicolas de Metz en Moselle

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Hospice
Moselle

Hospice Saint-Nicolas de Metz

    2 Place Saint-Nicolas
    57000 Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Hospice Saint-Nicolas de Metz
Crédit photo : François BERNARDIN - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1202
Donazione del Vescovo Bertram
1224
Fusione con la Leproserie Saint-Ladre
XIe–XIIe siècles
Fondazione Uncertain
1514
Costruzione del portale gotico
1739
Erezione della fontana monumentale
1986
Chiusura finale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Fontana appoggiata dall'ospedale: registrazione per ordine del 3 ottobre 1929; Corpo edilizio, Piazza San Nicola; facciata sud sul cortile d'ala in cambio di angolo; scala nell'angolo tra i due edifici; Piano della corte (ca. 204/117, 205/117, 207/117): iscrizione per ordine del 5 aprile 1993

Dati chiave

Bertram - Vescovo di Metz Donatore in 1202
Innocent III - Papa (1198-1216) Chiama l'ospedale "già vecchio"
Clausse de Ranconval - Architetto Messin Autore del portale (1514)
Sœur Hélène Studler - Resistenza religiosa Gera Ihospice durante la seconda guerra mondiale

Origine e storia

L'ospedale Saint-Nicolas de Metz, attestato nell'XI secolo, è l'ospedale più antico della città. Anche se la sua esatta fondazione rimane incerta, gli archivi menzionano una donazione di mons. Bertram (m. 1202) e una bolla di Papa Innocenzo III (1216) che la descrive come un "già vecchio" stabilimento. Originariamente chiamato "Gran Ospital" o "Hopital du Neufbourg", era destinato ai poveri, lebbrosi e pestiferi, ed è stato arricchito dall'eredità della città di Messina. Nel Medioevo ospitava anche il tesoro comunale e serviva come deposito per pezzi di artiglieria.

Nel XVI secolo, l'Ospizio, inizialmente circondato da frutteti fuori dai bastioni, era circondato da urbanizzazione. Il suo portale gotico fiammeggiante, costruito nel 1514 dalla Clausse de Ranconval, e la sua monumentale fontana del 1739 (classificata nel 1929) illustrano la sua evoluzione architettonica. Dopo la Rivoluzione, divenne l'ospedale principale di Metz, accogliendo fino a 831 persone nel 1781. Nonostante i progetti di modernizzazione nel XIX secolo (San Giuseppe Pavillon nel 1826, chiesa nel 1841), si chiuse nel 1986, dopo aver ospitato un centro di formazione e poi un'agenzia Pôle emploi.

L'ospedale era gestito dalle Suore della Carità di San Vincenzo de Paul, tra cui Suor Hélène Studler, che era resistente durante la seconda guerra mondiale. Le sue caratteristiche protette includono la porta del 1514, la facciata sud (XVI secolo), una scala e il pavimento del cortile (classificato nel 1993). Simbolo della carità di Messina, riflette quasi mille anni di storia ospedaliera, segnata da fusioni con altri stabilimenti (leproseries, ospedale tedesco) e un costante adattamento alle esigenze sanitarie e sociali.

Gli archivi rivelano il suo ruolo polifunzionale: asilo per i lebbrosi (riuniti a Saint-Ladre nel 1224), rifugio per i pestiférés (l'agriturismo dei Court-aux-Gelines nel XVI secolo), e accoglienza per i pellegrini (ospedale Saint-Jacques fino al 1728). La sua chiesa, con altari dedicati a Notre-Dame (1358) e Sainte-Barbe (1401), ospitava anche una statua equestre di San Martino. La cappella Saint-Louis, rasa nel 1552, e il suo cimitero, custodito da un eremita, sottolineano il suo ancoraggio religioso e comunitario.

Nel XIX secolo, progetti ambiziosi (traduzione a Saint-Clément nel 1825, ricostruzione nel 1850) fallirono a causa della mancanza di finanziamenti, nonostante opere parziali come il Padiglione San Giuseppe (1817-26). La commissione amministrativa cercò più volte di spostarlo (in particolare verso l'attuale scuola superiore di Fabert nel 1801), ma i vincoli di bilancio persistevano nelle sue mura storiche. Il suo declino iniziò con la centralizzazione della cura, culminando nella sua chiusura nel 1986.

Oggi, il Saint-Nicolas Hospice, una proprietà privata, conserva tracce del suo passato: il timpano gotico restaurato nel XIX secolo, la fontana classificata e le facciate del XVI secolo. La sua storia, unita a quella di Metz, lo rende un grande testimone dell'evoluzione della medicina, della carità e della pianificazione urbana in Lorena, dal Medioevo all'era contemporanea.

Collegamenti esterni