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Comune di Arles-sur-Tech dans les Pyrénées-Orientales

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Hôtel de ville
Pyrénées-Orientales

Comune di Arles-sur-Tech

    6-12 V C Valls Jean Baptiste Barjau
    66150 Arles-sur-Tech
Hôtel de ville dArles-sur-Tech
Hôtel de ville dArles-sur-Tech
Hôtel de ville dArles-sur-Tech
Hôtel de ville dArles-sur-Tech
Crédit photo : Gmbgreg2 - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1900-1901
Costruzione della villa Las Indis
1923
Installazione del monumento ai morti
3 avril 1987
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La villa (causa D 310): iscrizione per ordine del 3 aprile 1987

Dati chiave

Joseph-Pierre Monin - Ingegnere e contraente Designer e proprietario originale della villa.
Manolo - Scultore ceretano Autore del monumento ai morti (1923).

Origine e storia

Il municipio di Arles-sur-Tech, originariamente chiamata villa Las Indis (o villa Les Indis), fu costruito tra il 1900 e il 1901 dall'ingegnere Joseph-Pierre Monin, che lo possedeva anche. Costruita in pietra, questa casa illustra una sintesi architettonica eclettica, mescolando influenze neo-romane, neo-baroche, neogotiche e Art Nouveau. Il suo piano asimmetrico, distribuito da un vestibolo centrale illuminato da un soffitto di vetro, e la sua decorazione d'interni (soffitti incavi, camini neorinascimentali, vetrate, pannelli) lo rendono una notevole testimonianza dell'architettura civile dei primi del Novecento. La villa è stata elencata come monumenti storici il 3 aprile 1987.

Nel 1923, il monumento ai morti del comune, una statua in omaggio alle vittime della Prima Guerra Mondiale scolpita da Manolo (artista cereo), fu installata nel parco del municipio. Questo lavoro rappresenta un catalano seduto e integrato nello spazio pubblico che circonda l'ex dominio privato. Oggi la villa ospita i servizi municipali di Arles-sur-Tech, nel dipartimento dei Pirenei-Orientales (Occitanie).

La costruzione riflette le aspirazioni estetiche e tecniche del suo tempo, dove l'Art Nouveau coesisteva con rivisitazioni storiche. Le scelte decorative (pitture in stile surreale, arazzi, porte Art Nouveau) evidenziano questa dualità tra modernità e riferimento al passato. Studi successivi, come la tesi di Karen Candelier (2003), hanno analizzato questo edificio come emblematico dei problemi architettonici del suo tempo.

Collegamenti esterni