Costruzione di un edificio 1933 (≈ 1933)
Il lavoro di Olier Mortel per Joseph Villard.
1950
Laboratorio fotografico presunto
Laboratorio fotografico presunto 1950 (≈ 1950)
Di Albert Gouiffès nell'edificio.
1er juin 2006
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 1er juin 2006 (≈ 2006)
Facciate e tetti protetti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
L'edificio per le sue facciate e tetti (Box BL 249): iscrizione per ordine del 1° giugno 2006
Dati chiave
Olier Mordrel (ou Mordrelle) - Architetto
Designer di Ty Kodak, stile moderno.
Joseph Villard - Sponsor o sponsor
Fotografo, primo occupante dell'edificio.
Albert Gouiffès - Proprietario del laboratorio
Fotografo nel 1950 a Ty Kodak.
Origine e storia
L'edificio Ty Kodak, situato al 33-35 boulevard de l'Amiral-de-Kerguelen a Quimper, è un esempio notevole dello stile "nazione" e art deco in Bretagna. Costruito nel 1933 per Joseph Villard o suo figlio, fotografo professionista, si distingue per il suo design decisamente moderno, in contrasto con l'architettura tradizionale della città. L'edificio si trova in un quartiere sviluppato tra la fine del XIX e il XX secolo, insieme ad altri successi come la città di Kerguelen o l'edificio Telegram, anche se non è formalmente parte di esso.
Progettato dall'architetto Olier Mordel (o Mordrelle), Ty Kodak incarna la sua visione dell'architettura bretone integrata con correnti contemporanee, rifiutando il pittoresco regionalismo. Mordrel, legato al nazionalismo bretone, esprime le sue convinzioni politiche attraverso scelte estetiche audaci, come le strisce di ceramica blu che evidenziano l'orizzontalità della facciata. L'officina fotografica, originariamente operata dai Villards, è stata ripresa nel 1950 da Albert Gouiffès, perpetuando il suo uso originale.
Classificato un monumento storico nel 2006 per le sue facciate e tetti, Ty Kodak illustra l'evoluzione delle pratiche architettoniche in Bretagna nel XX secolo. Proprietà privata, rimane una testimonianza dei dibattiti tra modernità e identità regionale, segnando il paesaggio urbano di Quimpérois. La sua iscrizione patrimonio dedica il suo ruolo alla storia dell'architettura art deco e Breton, tra patrimonio locale e influenze internazionali.