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Cabaret di Padre Lunette a Parigi à Paris 1er dans Paris 5ème

Patrimoine classé
Cabaret

Cabaret di Padre Lunette a Parigi

    4 Rue des Anglais
    75005 Paris 5e Arrondissement
Proprietà di una società privata
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Cabaret du Père Lunette à Paris
Crédit photo : Raisonnier - Sous licence Creative Commons

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
vers 1840
Fondazione Cabaret
1870
Nuovo inquilino
1871
Durante la Comune
1891
Variazione della proprietà
1908
Chiusura finale
2007
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La camera al piano terra con le sue decorazioni dipinte (Box BQ 103 A): iscrizione per ordine del 7 marzo 2007

Dati chiave

Lefèvre (dit « le Père Lunette ») - Fondatore del cabaret Primo inquilino intorno al 1840
Louise Michel - Figura anarchica Cabaret assistito durante il Comune
Jean Chanson - Ultimo timer Diretto il cabaret fino al 1908
Julien Grenault - Pittore di murales Autore dei dipinti conservati oggi
Émile Zola - Scrittore Forse e' il posto giusto
Aristide Bruant - Songwriter Cita le cabaret dans *A la place Maubert* (1889)

Origine e storia

Il cabaret di padre Lunette, situato al 4 rue des Anglais nel 5° arrondissement di Parigi, è stato fondato intorno al 1840 da una certa Lefèvre, soprannominata "Le Père Lunette". Situato in uno stretto negozio di 11 metri da 3, è diventato rapidamente un'attrazione notturna del quartiere di Maubert Square, rinomata per la sua atmosfera dubbia ma affascinante. Il suo arredamento interno, composto da murales satirici e cartoni animati politici, lo ha reso un luogo unico, frequentato da scrittori, artisti e figure marginali o personalità reali alla ricerca dell'esotismo parigino.

Tra il 1840 e il 1908, il cabaret cambiò più volte, tra cui Étienne (1850), Louis Pierre Berry (dal 1870), e Paul Aldéricque Mary e sua moglie Élisabeth Fonfride, conosciuta come la "Mère Lunette" (circa 1880). Jean Chanson, nipote di quest'ultimo, prese il controllo nel 1891 fino alla chiusura definitiva nel 1908. Il posto era sotto sorveglianza della polizia a causa di frequenti lotte, ma questo non ha influenzato la sua popolarità. Faceva parte del "Tournée des Grands-ducs", un percorso dalle pianure parigine dove principi stranieri, come i grandi condotti della Russia o il futuro Edoardo VII d'Inghilterra, vennero a cantare.

L'ufficio posteriore, soprannominato "il Senato" o "il museo", è stato decorato con murales raffiguranti figure politiche (Victor Hugo, Louise Michel, Georges Clemenceau), scene erotiche o satirici, e clienti regolari. Queste opere, firmate da artisti come H. Témarral o Julien Grenault, riflettono le tensioni sociali e politiche del tempo, mescolando il repubblicanismo, l'anarchismo e la critica delle élite. Alcuni dipinti, come quelli di Louise Michel o di Padre Lunette stesso, sono stati conservati e restaurati dopo la loro riscoperta nel 1999.

Il cabaret ha ispirato numerosi scrittori e artisti, tra cui Émile Zola, tra i quali L-Assommoir (1877) potrebbe essere ispirato, o Joris-Karl Huysmans, che lo ha descritto senza concessione. Poeti come Ferdinand Fantin vi fecero dei versi, e cantautore come Aristide Bruant lo citò nelle loro opere. Dopo la sua chiusura nel 1908, i dipinti furono in parte dispersi, ma i restanti dipinti, classificati come monumento storico nel 2007, furono ripristinati. Oggi, il luogo ospita una libreria, tenendo traccia del suo passato tumultuoso.

Il cabaret testimoniò anche gli sconvolgimenti politici del suo tempo, come la Comune di Parigi (1871), durante i quali Louise Michel, figura anarchica, reclutava sostegno. La sua clientela, composta da lavoratori, prostitute, filo e intellettuali, lo ha reso un microcosmo della società parigina della fine del XIX secolo, tra miseria e boemia. I murales, spesso provocatori, riflettevano questo mix sociale e ideologico, mentre criticavano i poteri in atto.

Nel 2007, la Città di Parigi acquistò l'edificio per preservare le decorazioni dipinte, affidando la sua gestione al SEMAEST. Dopo il restauro, il sito ospita per la prima volta uno spazio dedicato al commercio culturale, poi, dal 2022, l'editore ediSens, che ha installato un bookshop-office lì. I dipinti visibili di oggi, firmati in particolare da Julien Grenault, offrono un raro esempio di decorazioni civili parigine prima del 1914, sfuggendo ai temi religiosi o militari dominanti.

Collegamenti esterni