Costruzione del coro e cornice XVe siècle (≈ 1550)
Carpento verniciato e vetrate datate questo periodo.
Début XVIe siècle
Ristrutturazione e espansione del coro
Ristrutturazione e espansione del coro Début XVIe siècle (≈ 1604)
Differenza nell'ornamento con il transetto creato.
1638
Nave recast
Nave recast 1638 (≈ 1638)
Porta con croce Malta aggiunto.
24 avril 1925
Monumento storico
Monumento storico 24 avril 1925 (≈ 1925)
Registrazione ufficiale per monumenti.
2007-2009
Restauro di vernici e cornici
Restauro di vernici e cornici 2007-2009 (≈ 2008)
Torna alle tecniche medievali e alla scoperta di un Cristo.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle de Locmaria-er-Hoët (Box ZL 41): iscrizione per ordine del 24 aprile 1925
Dati chiave
Famille du Val - Signori locali (XV-XVI secoli)
Donatori per la ricostruzione del comodino.
Famille de Kaer - Signori di Keramburg (XIV-12esimo secolo)
Possessori di una cappella laterale sud.
Ducs de Bretagne - Nobiltà di bretone (XV secolo)
Blazon presente sulle vetrate della cappella.
Origine e storia
La cappella di Locmaria-er-Hoët, situata nel comune di Landevant a Morbihan, è un edificio religioso costruito nel XVI secolo, con importanti cambiamenti nel XVII secolo. Si trova nella posizione di un antico edificio gallo-romano, con vista sulla via romana da Nantes a Quimper. La sua storia è segnata da un'architettura di transizione tra gli stili romanico e gotico, visibile nei suoi portici, pilastri e capitali scolpiti di teste di uomini o animali. La cappella fu parzialmente ricostruita a metà del XVII secolo, come testimonia la data del 1638 incisa sul crusillon meridionale.
La struttura della cappella, risalente al XV secolo, è un elemento eccezionale grazie ai suoi dipinti geometrici in ocra rossa, gialla, nera e bianca, restaurati nel 2007 a tracce identiche. Le vecchie tecniche, come l'uso di colla di pelle di coniglio mescolato con pigmenti, sono state replicate. Il coro, ampliato nel XVI secolo, ha una differenza di ornamento con il transetto, mentre la navata, rinata nel 1638, incorpora una porta ornata da una croce di Malta, evocando un possibile collegamento con i Templari, anche se non confermata.
I mobili e gli elementi architettonici riflettono varie influenze: una capitale romana riutilizzata nel transetto, un lintel potenzialmente carolingio nella porta settentrionale, e vetrate del XV secolo, tra cui un rappresentante dell'albero di Jesse. Gli stemmi delle famiglie nobili locali, come quelli dei duchi di Bretagna, dei Signori di Val e Kaer, attestano la loro preeminenza sulla cappella. Queste famiglie, possessori di seigneurie nel XV e XVI secolo, contribuirono alla sua abbellimento, in particolare per la ricostruzione del comodino nel XV secolo, periodo fascista per la famiglia della Val.
La cappella, in un piano di croce latina, unisce vari materiali: pietre di granito per la navata e la pietra tagliata per il comodino. Il suo arco diaframma separa la navata dal coro, mentre le braccia delle cappelle laterali della casa transetto dedicate alle famiglie nobili. Le decorazioni murali e cornici, restaurate nelle recenti campagne (2007-2009), rivelano rare tecniche artistiche medievali in Bretagna. Un Cristo croce del XIV secolo, scoperto durante queste opere, rafforza il suo interesse storico.
La cappella di Locmaria-er-Hoët, monumento storico dal 24 aprile 1925, fu una volta adibita a stazione di pellegrinaggio. Il suo placister erboso, ombreggiato da un se e segnato da una croce, lo rende un antico luogo di culto, forse basato sui resti di un tempio romano o villa, come suggerito dalle piastrelle di confine presenti sul sito. Oggi di proprietà del comune, continua a testimoniare la storia religiosa e signeuriale della regione.
Gli ultimi restauri hanno permesso di evidenziare i suoi elementi più notevoli, come la credenza del XV secolo decorata con trilobi, il vetro colorato con stemmi nobili e le capitali storiche. Anche se il suo legame con i Templari rimane ipotetico, la presenza di simboli come la Croce Maltese e la diversità degli stili architettonici lo rendono un monumento emblematico del patrimonio bretone, mescolando il patrimonio gallo-romano, medievale e moderno.
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