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Chiesa di San Martino di Castelnau-d'Estrétefonds en Haute-Garonne

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Eglise gothique
Haute-Garonne

Chiesa di San Martino di Castelnau-d'Estrétefonds

    Rue de l'Église
    31620 Castelnau-d'Estrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Église Saint-Martin de Castelnau-dEstrétefonds
Crédit photo : Didier Descouens - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1000
1500
1600
1700
1800
1900
2000
961
Prima traccia scritta
1551
Procurazione della terra
1646
Avvolgimento parziale
1771
Caduta della facciata
1812
Collasso del letto
1850-1853
Porta blindata
1865
Finestre di Gesta
1870
Dipinti di Arsène Robert
1883
Completamento del campanile
2001
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa in pieno, compresi tutti gli elementi decorativi (Box A1,103): iscrizione per ordine del 30 aprile 2001

Dati chiave

Arsène Robert - Pittore Autore dei dipinti monumentali del coro (1870).
Gabriel Bréfeil - Architetto Il campanile fu completato nel 1883.
Louis-Victor Gesta - Vetreria master Realizzato le finestre nel 1865.
Aristide Cavaillé-Coll - Fattore d'organo Creato l'organo nel 1856.
Auguste Virebent - Architetto e ceramica Progettato l'altare maggiore in marmo (1848).
Marguerite Raynaud veuve Montès - Donatore Offrì l'organo nel 1880.

Origine e storia

La chiesa di Saint-Martin a Castelnau-d-Extremefonds, situata ad Haute-Garonne, ha le sue origini almeno dal X secolo, come testimoniano i resti di una navata romanica e un campanile del XVI ancora visibile nelle custodie del cimitero. L'edificio attuale, progettato per sostituire la vecchia chiesa che era diventata troppo piccola, è stato eretto dal 1551 sulla terra acquistata dalla parrocchia. La sua storia è segnata da ripetuti collassi: la cappella nord nel 1646, la facciata nel 1771, e il comodino nel 1812, che richiedono ricostruzioni parziali ogni volta. Nonostante questi avatar, il piano generale — navata unica, coro pentagonale e cappelle laterali — è conservato.

Nel XIX secolo, la chiesa subì vaste campagne di restauro che gli diedero il suo attuale stile di rinascita gotica. Tra il 1837 e il 1843 vennero costruite nuove sacrestie, seguite dalle volte della navata nel 1853 e dalla regolarizzazione delle finestre sotto la direzione dell'architetto Raynaud (1868-1870). La decorazione degli interni fu arricchita da dipinti monumentali di Arsène Robert (1870) e da vetri di Louis-Victor Gesta (1865), mentre il campanile, originariamente progettato da Leopold Petit, fu infine completato da Gabriel Bréfeil nel 1883 dopo interruzioni per motivi di sicurezza. Queste opere trasformarono radicalmente l'aspetto dell'edificio, integrando elementi storici come un altare marmoreo del 1848 o un organo di Aristide Cavaillé-Coll (1856), trasferito da un convento nel 1880.

L'interno della chiesa ospita un notevole patrimonio d'arredo, tra cui una Pietà d'oro del XVI secolo, un busto-reliquiario di Saint Blaise (17 ° secolo), e un castello di San Germaine de Pibrac (1867). Il coro, decorato da cinque monumentali dipinti di Arsène Robert ispirati a scene bibliche o allegoriche, illustra l'influenza delle correnti artistiche del XIX secolo. Tra gli elementi liturgici vi sono un antico tabernacolo del XVII secolo, un reliquiario di San Deodat, e un pulpito per predicare neo-gotico offerto dal Marchese di Cambogia nel 1871. Questi oggetti, spesso legati a donatori locali o artigiani di Tolosa come Auguste Virebent, riflettono la vitalità religiosa e artistica della regione.

L'organo, opera sperimentale di Aristide Cavaillé-Coll esposto all'Esposizione Universale del 1855, è una testimonianza eccezionale del patrimonio musicale francese. Originariamente progettato per la cattedrale di Luçon, poi modificato per Carcassonne, fu installato a Castelnau-d-Extremefonds nel 1880 grazie ad un regalo di Marguerite Raynaud, vedova Montès. La sua console orientata alla navata e i giochi espressivi lo rendono uno strumento raro. La chiesa, che è stata elencata come monumento storico nel 2001, incarna così quasi un millennio di storia religiosa, architettonica e artistica, dalle sue origini medievali alle sue bellezze del XIX secolo.

I resti dell'antica chiesa di San Martino, datata almeno 961, richiamano il passato romanico del sito. Oggi ridotti a una navata e un'abside del XV secolo nel cimitero, contrastano con la monumentalità dell'attuale edificio. Quest'ultimo, nonostante le successive ricostruzioni, conserva tracce delle sue fasi medievali, come il campanile-parete del Cinquecento, integrando al contempo innovazioni tecniche ed estetiche del Settecento e dell'Ottocento. L'alternanza tra collassi e restauri sottolinea sia la fragilità dell'edificio che l'attaccamento dei parrocchiani ai loro luoghi di culto, segnati da doni e comandi artistici fino all'era contemporanea.

Infine, la chiesa Saint-Martin si distingue per il suo arredamento interno conservato, dove elementi gotici (voûts on dogives crosses), neo-gotico (sedia, altari), e opere pittoriche ispirate a maestri come Charles-Joseph Natoire e Charles Gleyre spiccano. Questa miscela di stili ed epoche, unita alla ricchezza dei suoi mobili, lo rende un esempio rappresentativo del patrimonio religioso occitano, all'incrocio dei patrimoni medievali, classici e romantici.

Collegamenti esterni