Costruzione del coro romanico XIIe siècle (?) (≈ 1250)
Abside semi-circolare con archi cul-de-four
XVe siècle
Ricostruzione della navata
Ricostruzione della navata XVe siècle (≈ 1550)
Stile tardo gotico, transetto aggiunto
Début XVIe siècle (?)
Aggiunta di cappelle laterali
Aggiunta di cappelle laterali Début XVIe siècle (?) (≈ 1604)
Espansione dell'edificio esistente
13 octobre 1971
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 13 octobre 1971 (≈ 1971)
Protezione della chiesa ufficiale
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Saint-Etienne de Castanède (Ex) (Box C 159): iscrizione per ordine del 13 ottobre 1971
Origine e storia
La chiesa di Saint-Étienne de Castanède, situata nel comune di Lacour (Tarn-et-Garonne, Occitanie), ha un'architettura composita che riflette diversi periodi. La sua abside semicircolare, arcuata in cul-de-four, risale probabilmente al XII secolo, con origine romanica. Questo coro primitivo contrasta con la navata e transetto, ricostruito nel XV secolo in stile tardo gotico, così come con le cappelle laterali aggiunte all'inizio del XVI secolo. Queste trasformazioni illustrano l'evoluzione dei bisogni liturgici e delle tecniche costruttive tra il Medioevo e il Rinascimento.
Il cancello meridionale, datato dalla cerniera del XV e XVI secolo, incarna questa transizione stilistica. Un sarcofago del primo Medioevo, scoperto nel cimitero dedicato, suggerisce un'antica occupazione cristiana del sito, anche se il suo preciso legame con l'edificio attuale rimane sconosciuto. La chiesa, dedicata a Santo Stefano e secondaria a San Vincenzo, è stata inscritta nei Monumenti Storici per ordine del 13 ottobre 1971 per il suo interesse storico. Una proprietà comunitaria, conserva tracce materiali della sua storia, dalle sue fondamenta medievali ai suoi moderni cambiamenti.
La posizione della chiesa, nota come "a priori soddisfacente" (livello 7/10), colloca il monumento nella frazione di Saint-Étienne, vicino a Lacour. Fonti disponibili, tra cui la base Mérimée e Monumentum, evidenziano il suo ruolo nel paesaggio religioso rurale dell'ex regione Midi-Pyrénées. La mancanza di dettagli sul suo uso contemporaneo (visite, culti) limita la comprensione della sua attuale vocazione, ma la sua iscrizione al patrimonio garantisce la conservazione delle sue caratteristiche storiche.
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