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Chiesa di San Martino di Montesquiou dans le Gers

Gers

Chiesa di San Martino di Montesquiou

    1 Impasse de l'Église
    32320 Montesquiou

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIe siècle
Origine presunta
XIIe siècle
Costruzione del campanile
Fin XVe siècle
Ricostruzione dei baroni
1843–1844
Restauro controverso
1851
Tabella *Cherry vierge*
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Jean II de Montesquiou - Barone e sponsor Ricostruire la chiesa con sua moglie.
Catherine d'Aspremont - Moglie del Barone Cofinanziatore di opere del XV secolo.

Origine e storia

La chiesa di San Martino di Montesquiou, situata a Gers in Occitanie, risale all'XI secolo, anche se il suo campanile, la parte più antica ancora visibile, risale al XII secolo. Originariamente modesta, fu ricostruita alla fine del XV secolo dal barone Giovanni II di Montesquiou e dalla moglie Caterina d'Aspremont, che tenne il campanile ma ingrandirono il coro e le cappelle laterali. Il lavoro della navata, che non era stato completato alla loro morte, è stato completato più modestamente, con una copertura in legno al posto della volta prevista.

Nel XIX secolo, tra il 1843 e il 1844, un importante restauro ha alterato la navata: il terreno è stato abbassato di 50 cm, distruggendo lapidi e creando problemi di umidità. L'attuale freccia affilata, aggiunta in quel momento, si rompe con lo stile architettonico locale. Il coro, a volte in stile tardo gotico, ha chiavi blindali, tra cui quella dei Baroni di Montesquiou, evidenziando il loro ruolo nella sua ricostruzione.

La chiesa è sede di mobili notevoli, tra cui una pietà di legno dorato e un reliquiario dedicato a St.Martin, entrambi elencati come monumenti storici. La monumentale pala del coro, sormontata da un baldacchino decorato con simboli religiosi (colombe per lo Spirito Santo, angeli musicisti), riflette l'importanza culturale del luogo. Dopo il Concilio Vaticano II, fu installato un nuovo altare, permettendo al sacerdote di celebrare davanti ai fedeli, segnando un'evoluzione liturgica.

Tra gli elementi protetti vi sono anche quattro candelabri e una croce di altare del XVIII-19esimo secolo, così come un dipinto della Vergine con ciliegie (1851). Questi oggetti illustrano la ricchezza artistica dell'edificio, mescolando il patrimonio medievale, le aggiunte rinascimentali e moderne. La cappella destra conserva una pietà e un reliquiario di San Martino, patrono della chiesa.

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