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L'edificio dei Lions a Brest dans le Finistère

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Place
Finistère

L'edificio dei Lions a Brest

    24 Rue de Pontaniou
    29200 Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
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Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Le bâtiment aux Lions de Brest
Crédit photo : Fab5669 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1806
Progettazione di piani
1807-1809
Costruzione
1932-1961
Lavoratore di cantine *La bocca dorata *
2000
Riabilitazione per *Brest 2000 *
2011
Classificazione monumento storico
2015-2022
Restauro importante
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'ensemble formato dall'edificio Lions nella sua interezza, così come le pareti, rampa e scala che lo collegano all'adiacente altopiano di Pontaniou e ai Capuchins (Box IR 49; CN 134, 135): classificazione per ordine del 4 febbraio 2011

Dati chiave

Jean Tarbé de Vauxclairs - Ingegnere e architetto Autore dei piani iniziali nel 1806.
Jean-Nicolas Trouille - Ponte e ingegnere stradale Costruzione diretta tra il 1807 e il 1809.
Marie-Suzanne de Ponthaud - Architetto capo Conduce lo studio di pre-ristorazione (2007).

Origine e storia

L'edificio dei Lions, situato nell'arsenale di Brest sulla sponda ovest del fiume Penfeld, fu costruito tra il 1807 e il 1809 sotto la direzione dell'ingegnere Jean-Nicolas Trouille, seguendo i piani di Jean Tarbé de Vauxclairs. Questo monumento, noto anche come il Pontaniou Lift, svolge diverse funzioni: chiude il Canale di Pontaniou per fissare l'arsenale, funge da ponte tra i Capuchins e gli Plateau di Pontaniou, e ospita negozi per attrezzature di calfating (rai, tar, resina). La sua architettura sobria, tipica del Primo Impero, si distingue per dieci teste di leone d'oro che adornano le ghiandaie della sua facciata orientale, da cui il suo nome.

Originariamente, l'edificio è composto da quattro livelli: un seminterrato con serbatoi di stoccaggio e latrini collettivi, un piano terra dedicato ai negozi a volta, un piano per laboratori e uffici, e una terrazza che supporta Pontaniou Street. I materiali utilizzati, come il granito Brest Gneiss e Aber-Ildut, riflettono le risorse locali. L'edificio offre anche l'accesso all'arsenale via Saint-Malo o Enclosures Madeleine, rafforzando la recinzione militare del sito. Nel XIX secolo, ospitava temporaneamente una carpenteria, poi dal 1932 al 1961, una mensa di classe operaia soprannominata "The Golden Gull" con riferimento a gargoyles.

Classificato un monumento storico nel 2011, l'edificio dei Lions sfugge alle distruzioni della seconda guerra mondiale ed è stato riabilitato nel 2000 per le festività marittime di Brest 2000. Un importante restauro, cofinanziato dai Ministeri della Cultura e della Difesa, si svolge tra il 2015 e il 2022 per preservare la sua struttura e il suo sigillo. Anche se disuso per circa 30 anni, rimane un simbolo del patrimonio industriale e militare bresciano, testimoniando l'ingegneria napoleonica e la storia portuale della città.

L'edificio fa parte di un insieme più ampio: l'arsenale di Brest, fondato nel XVII secolo sotto Colbert e sviluppato fino al XX secolo. Ha svolto un ruolo chiave nella modernizzazione del porto militare, in particolare con la costruzione dei bacini di Pontaniou (1752-1757) e dei laboratori dei Cappuccini (1840-1865). Il sollevamento di Pontaniou, chiudendo i canali, facilita i refit (riparazioni di navi) e ottimizza la logistica tra i diversi altipiani dell'arsenale. Oggi, anche se non visitabile a causa del suo status militare, incarna la transizione tra l'era napoleonica e l'industrializzazione portuale.

I gargoyles a forma di cannone e leoni, così come i serbatoi sotterranei per materiali infiammabili, illustrano l'ingegnosità delle tecniche del tempo. L'edificio combina l'utilità militare (stocking, circolazione) e l'estetica sobria, caratteristica degli edifici imperiali. La sua classifica nel 2011 sottolinea la sua importanza di patrimonio, mentre il suo recente restauro garantisce la sua sostenibilità. Resta un importante punto di riferimento visivo nel paesaggio dell'arsenale, accanto ad altre opere come la corderia o i bacini di Laninon.

Collegamenti esterni