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Il sito preistorico della Quina a Gardes-le-Pontaroux en Charente

Patrimoine classé
Sites archéologique

Il sito preistorico della Quina a Gardes-le-Pontaroux

    Laquina 
    16320 Gardes-le-Pontaroux
Stato
Le site préhistorique de la Quina à Gardes-le-Pontaroux
Le site préhistorique de la Quina à Gardes-le-Pontaroux
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Le site préhistorique de la Quina à Gardes-le-Pontaroux
Le site préhistorique de la Quina à Gardes-le-Pontaroux
Crédit photo : Jack ma - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
0
100
1800
1900
2000
43 000 ans BP
Data del Moustarian
1872
Alla scoperta del sito
1905
Acquisizione di Henri-Martin
1911
Sepoltura di Neanderthal
1984
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il deposito paleolitico Musteriano e aurignaciano chiamato Gisement de la Quina (Box B 458) : classificazione per decreto del 14 febbraio 1984

Dati chiave

Gustave Chauvet - Discoverer e ricercatore Notaio, primo esploratore del sito (1872).
Léon Henri-Martin - Medico e archeologo Ricerca sistemica (1906-1936).
Germaine Henri-Martin - Archeologo Perseguire il lavoro (1953-65).
Philippe Ramonet - Collaboratore di Chauvet Ricerche nel 1886, strumenti di disegno.

Origine e storia

Il sito preistorico della Quina, situato nei pressi di Gardes-le-Pontaroux a Charente (Nouvelle-Aquitaine), si estende su 700 metri e comprende due depositi distinti: la stazione a monte (Moustarian) e la stazione a valle (Aurignacien, Châtelperronien). Scoperto nel 1872 da Gustave Chauvet, archeologo notarile e amatoriale, il sito fu inizialmente esplorato per i suoi resti neolitici prima di rivelare strati paleolitici ricchi di strumenti litici e ossa animali. Gli scavi di Chauvet e dei suoi collaboratori, come Philippe Ramonet, hanno portato alla luce le caratteristiche industrie Musterian, tra cui raschiatori convessi, così come tracce di occupazione olandese.

Nel 1905, il medico Léon Henri-Martin acquisì il deposito e condusse scavi sistematici dal 1906 al 1936, seguiti dal lavoro della figlia Germaine Henri-Martin (1953-1965). La loro ricerca ha confermato la presenza di 27 individui Neanderthal, tra cui una sepoltura primaria femminile (La Quina 5) e un bambino di otto anni (La Quina 18). La stazione a monte consegnò anche ossa a forma di bufalo e lilla di cavallo, interpretate come ciotole o lacciole, simili a quelle di Fort Harrouard. La stazione a valle, scavata dal 1922, rivelò strati aurignaci sovrapposti a livello sciawl-perronale, senza orizzonte intermedio sterile.

Il sito è stato classificato come monumento storico nel 1984 per la sua importanza nella comprensione del Paleolitico medio e superiore. Le scoperte, come le punte delle saghe aurignaciane o gli strumenti Mossteriani con il touch-up "Quina", hanno contribuito a definire il Mossteriano di tipo Quina, una fazione culturale distinta. Gli scavi successivi (1985-) di A. Jelinek, A. Debenath e H. Dibble hanno approfondito lo studio stratigrafico e cronologico, in particolare attraverso la termoluminescenza datata (43.000 anni BP per Moustarian dentato).

La storia della ricerca riflette l'evoluzione dei metodi archeologici, dalle prime osservazioni empiriche di Chauvet all'analisi scientifica moderna. I dibattiti del XIX secolo, come quelli sulle palline calcaree o il rapporto tra Chelleen e Moustarian, illustrano le controversie del tempo. Oggi, la Quina rimane un riferimento per lo studio di Neanderthals e la transizione a Homo sapiens in Europa occidentale.

Collegamenti esterni