Periodo mesolitico 7 620 à 5 650 av. J.-C. (≈ 635 av. J.-C.)
Cacciare e raccogliere legumi.
4 350 à 3 740 av. J.-C.
Antico neolitico
Antico neolitico 4 350 à 3 740 av. J.-C. (≈ 545 av. J.-C.)
Emergente agricoltura e bestiame.
9 250 av. J.-C.
Occupazione Paleolitica finale
Occupazione Paleolitica finale 9 250 av. J.-C. (≈ 100 av. J.-C.)
Prima traccia dell'occupazione umana datata.
2020
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 2020 (≈ 2020)
Protezione ufficiale del sito archeologico.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il pacco catastrale G n°290, situato nel luogo conosciuto come Le Jonquier, contenente i resti archeologici della grotta di Fontbrégoua: iscrizione per ordine del 3 gennaio 2020
Dati chiave
André Taxil - Scoperta del sito
Farmacista e appassionato di preistoria.
Jean Courtin - Scavi archeologici
Diretto gli scavi dal 1971 al 1992.
Origine e storia
La Baume de Fontbrégoua è una grotta preistorica a Salernes, dipartimento Var (Provence-Alpes-Côte d'Azur). Questo sito, che è stato elencato come monumenti storici dal 2020, ha una stratigrafia di 11 metri di spessore, che copre nove livelli archeologici del Paleolitico superiore al Neolitico. Egli è particolarmente noto per le sue vestigia di occupazione umana continua e per le sue amasse di ossa rivelando pratiche di cannibalismo all'antico neolitico.
La grotta, scoperta nel 1948 da André Taxil e ricercata da Jean Courtin tra il 1971 e il 1992, è divisa in tre spazi: il portico, la sala principale e la camera inferiore. Queste aree hanno fornito ricchi materiali archeologici, tra cui strumenti litici e ossei, ceramiche, rifiniture, cereali carbonizzati, così come resti umani e animali. Gli strati strati stratigrafici illustrano l'evoluzione degli stili di vita, dalla caccia all'agricoltura e al bestiame.
Nel Paleolitico finale (c. 9,250 a.C.), il sito è stato occupato dai cacciatori-collegatori utilizzando strumenti ipermitritici. Durante il Mesolitico (7.620-5,650 a.C.), gli occupanti cacciavano piccoli animali e raccoglievano legumi. L'antico neolitico (4.350-3.740 a.C.) segna una transizione verso uno stile di vita sedentario, con l'aspetto dell'agricoltura (riscaldamento, orzo) e del bestiame (carne, pecore, maiali), così come la ceramica decorata.
Uno degli aspetti più suggestivi del sito è la scoperta, in strati neolitici, di tredici fossati contenenti ossa umane e animali. Le analisi hanno rivelato tracce di rimozione ossea e fratturazione per estrarre il midollo, suggerendo il cannibalismo alimentare. Le ossa umane, trattate in modo simile a quelle degli animali, avevano tagli taglienti e fratture, confermando questa ipotesi.
Gli scavi hanno anche evidenziato un'occupazione stagionale e discontinua nel Neolitico, con prove di parchi animali nella grotta. Strumenti e ceramiche si evolvono nel tempo: le cornici di frecce a foglia e bifacce appaiono nel Neolitico medio, mentre il Calcolo vede il graduale abbandono del sito, segnato da spesse ceramiche e elementi campaniformi.
Elencata come monumento storico nel 2020, la Grotta Fontbrégoua è ora protetta per la sua importanza archeologica. Offre una testimonianza eccezionale sugli stili di vita preistorici, le pratiche funerarie e l'evoluzione delle società umane nella Francia sudorientale.