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Grotta di Fontbrégoua à Salernes dans le Var

Var

Grotta di Fontbrégoua

    149 Le Jonquier
    83690 Salernes

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
Époque contemporaine
600 av. J.-C.
500 av. J.-C.
100 av. J.-C.
0
2000
7 620 à 5 650 av. J.-C.
Periodo mesolitico
4 350 à 3 740 av. J.-C.
Antico neolitico
9 250 av. J.-C.
Occupazione Paleolitica finale
2020
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il pacco catastrale G n°290, situato nel luogo conosciuto come Le Jonquier, contenente i resti archeologici della grotta di Fontbrégoua: iscrizione per ordine del 3 gennaio 2020

Dati chiave

André Taxil - Scoperta del sito Farmacista e appassionato di preistoria.
Jean Courtin - Scavi archeologici Diretto gli scavi dal 1971 al 1992.

Origine e storia

La Baume de Fontbrégoua è una grotta preistorica a Salernes, dipartimento Var (Provence-Alpes-Côte d'Azur). Questo sito, che è stato elencato come monumenti storici dal 2020, ha una stratigrafia di 11 metri di spessore, che copre nove livelli archeologici del Paleolitico superiore al Neolitico. Egli è particolarmente noto per le sue vestigia di occupazione umana continua e per le sue amasse di ossa rivelando pratiche di cannibalismo all'antico neolitico.

La grotta, scoperta nel 1948 da André Taxil e ricercata da Jean Courtin tra il 1971 e il 1992, è divisa in tre spazi: il portico, la sala principale e la camera inferiore. Queste aree hanno fornito ricchi materiali archeologici, tra cui strumenti litici e ossei, ceramiche, rifiniture, cereali carbonizzati, così come resti umani e animali. Gli strati strati stratigrafici illustrano l'evoluzione degli stili di vita, dalla caccia all'agricoltura e al bestiame.

Nel Paleolitico finale (c. 9,250 a.C.), il sito è stato occupato dai cacciatori-collegatori utilizzando strumenti ipermitritici. Durante il Mesolitico (7.620-5,650 a.C.), gli occupanti cacciavano piccoli animali e raccoglievano legumi. L'antico neolitico (4.350-3.740 a.C.) segna una transizione verso uno stile di vita sedentario, con l'aspetto dell'agricoltura (riscaldamento, orzo) e del bestiame (carne, pecore, maiali), così come la ceramica decorata.

Uno degli aspetti più suggestivi del sito è la scoperta, in strati neolitici, di tredici fossati contenenti ossa umane e animali. Le analisi hanno rivelato tracce di rimozione ossea e fratturazione per estrarre il midollo, suggerendo il cannibalismo alimentare. Le ossa umane, trattate in modo simile a quelle degli animali, avevano tagli taglienti e fratture, confermando questa ipotesi.

Gli scavi hanno anche evidenziato un'occupazione stagionale e discontinua nel Neolitico, con prove di parchi animali nella grotta. Strumenti e ceramiche si evolvono nel tempo: le cornici di frecce a foglia e bifacce appaiono nel Neolitico medio, mentre il Calcolo vede il graduale abbandono del sito, segnato da spesse ceramiche e elementi campaniformi.

Elencata come monumento storico nel 2020, la Grotta Fontbrégoua è ora protetta per la sua importanza archeologica. Offre una testimonianza eccezionale sugli stili di vita preistorici, le pratiche funerarie e l'evoluzione delle società umane nella Francia sudorientale.

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