Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Lizo Camp à Carnac dans le Morbihan

Morbihan

Lizo Camp

    3 Le Lizo
    56340 Carnac
Camp de Lizo
Camp de Lizo
Crédit photo : .mw-parser-output .commons-creator-table{backgroun - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1908
Sintesi del sito
1922–1926
Ricerca di Zacharie Le Rouzic
25 juin 1929
Monumento storico
milieu du XIXe siècle
Prima menzione del sito
1982
Risposta di salvataggio
2019–2024
Recenti indagini accademiche
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Camp de Lizo (cad. G 224 a 229, 231, 234, 242, 244 a 249): per ordine del 25 giugno 1929

Dati chiave

A. et G. Thomas de Closmadeuc - Archeologi Le prime indagini nel 1866.
Paul Banéat - Archeologo Autore di uno sketch nel 1908.
Zacharie Le Rouzic - Ricercatore e restauratore Campagne dal 1922 al 1926.

Origine e storia

Il campo Lizo, situato a Carnac, Morbihan, è un sito preistorico risalente al recente periodo neolitico. Si compone di strutture difensive (talo, ditches), abitazioni, forni, terrazze funerarie e un corridoio dolmen. Anche se mai completamente esplorato, la sua architettura generale rimane parzialmente conosciuta grazie a successive campagne archeologiche. Il sito, classificato come Monumento Storico nel 1929, consegna abbondante materiale litico e ceramico, rivelando occupazione prolungata e attività artigianali, tra cui ceramica.

Le prime esplorazioni risalgono alla metà del XIX secolo, con il lavoro di A. e G. Thomas de Closmadeuc nel 1866, anche se non rimane alcun rapporto dettagliato. Nel 1908, Paul Banéat ne fece uno schizzo, seguito dagli scavi di Zacharie Le Rouzic tra il 1922 e il 1926, che rivelarono la tomba a corridoio e alle pendici. Dopo la sua classifica, Le Rouzic continua gli scavi e parzialmente ripristina il sito. Nel 1982, un intervento di soccorso ha rivelato nuove strutture dopo la liquidazione, e recenti indagini (2019-2024) dall'Università di Nantes ha affinato la comprensione del sito.

Il promontorio di granito, che culmina a 30 m sul livello del mare, domina la valle del fiume di Crac A differenza di un classico sperone sbarrato, è accessibile su tre lati, con un contenitore curvilineo a forma di C aperto a est, secondo sondaggi moderni (GPS, Lidar). Le pendici, accoppiate con ditches, delimitano un recinto interno di 180 m per 100 m, ma i limiti sud-est rimangono incerti. Il dolmen centrale, di tipo corridoio, è integrato in un tumulo ovale (20 m di lunghezza) e ha incisioni e tazze, mentre un cistus funebre e tre terres vicine rivelano pratiche rituali e domestiche.

Gli scavi riesumarono un ricco arredo archeologico: strumenti locali di flint, assi levigati, e una ceramica grossolana con decorazioni rudimentali, tra cui vasi e vasi a fondo piatto. La presenza di molatrici, forni e caminetti suggerisce una produzione intensiva di ceramiche e un'occupazione sostenibile. Le collezioni degli scavi sono conservate al Museo della Preistoria di Carnac e al Museo di Vannes. Il sito, anche se parzialmente compreso, offre una grande testimonianza delle comunità neolitiche in Bretagna.

Le registrazioni di Zacharie Le Rouzic negli anni '20 descrivono un recinto quadrangolare, ma le tecnologie moderne (Lidar) hanno rivelato una forma "C", mettendo in discussione le interpretazioni iniziali. Le piste, costruite in granito locale, sono accompagnate da fossati scavati nell'arena di granito, mentre le case e i fondali di capanne, sparsi nel campo, confermano una complessa organizzazione spaziale. Nonostante le incertezze sul suo sistema difensivo, il sito illustra l'adattamento delle popolazioni neolitiche al loro ambiente.

Il materiale ceramico, particolarmente abbondante, comprende ceramiche di tipo Kerugou e vasi forati, tipici del recente neolitico. La loro distribuzione omogenea, combinata con strumenti litici e tracce di fuoco, indica varie attività domestiche e artigianali. Le tazze incise su alcune lastre, come quelle dei dolmen o dei tertre, evocano pratiche simboliche o religiose. Oggi, il campo di Lizo rimane oggetto di studio per comprendere le dinamiche sociali ed economiche delle società neolitiche in Bretagna.

Collegamenti esterni