Costruzione di casa 1739 (≈ 1739)
Edificio della casa dell'isola borghese.
7 février 1899
Acquista di Pierre Loti
Acquista di Pierre Loti 7 février 1899 (≈ 1899)
Lo scrittore recupera la casa di famiglia.
1899
Creazione di *Judith Renaudin*
Creazione di *Judith Renaudin* 1899 (≈ 1899)
Pezzo teatrale ispirato alla casa.
20 décembre 2006
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 20 décembre 2006 (≈ 2006)
Registrazione ufficiale della proprietà.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
L'intera casa (logis, annessi, cortile, giardino, pareti recintate e tomba di Pierre Loti) e il terreno delle parcelle corrispondenti (cad. AH 250, 251, 253): iscrizione per decreto del 20 dicembre 2006
Dati chiave
Pierre Loti - Scrittore e proprietario
Compra la casa nel 1899, ispirata da esso.
Grand-mère de Pierre Loti - Ex proprietario
Vendi la casa prima del 1899.
Origine e storia
La casa di Pierre Loti, costruita nel 1739 a Saint-Pierre-d'Oléron, è un tipico esempio di una casa borghese del XVIII secolo. Questo edificio, caratterizzato da una porta di trasporto e da una porta pedonale, comprende un corpo principale di due livelli, così come gli annessi (chai, fienile, stabile e mansarda) organizzati intorno a un cortile centrale pavimentato. La proprietà si apre sui giardini dove oggi la tomba di Pierre Loti riposa, sottolineando il suo attaccamento a questo luogo familiare.
Acquisita dalla nonna di Pierre Loti prima di essere venduta, la casa fu acquistata dallo scrittore il 7 febbraio 1899. Occupa un posto centrale nel suo lavoro, servendo in particolare come decorazione dipinta per il suo gioco Judith Renaudin, giocato a Parigi nel 1899. La casa, spesso citata nei suoi scritti, incarna sia un patrimonio familiare che una fonte di ispirazione letteraria. La sua iscrizione nel titolo di monumenti storici, per ordine del 20 dicembre 2006, protegge l'intero sito, tra cui case, annessi, cortile, giardino e pareti recintate.
Architettonicamente, la casa illustra il modo di vivere delle élite isolane del XVIII secolo, combinando funzionalità (spazi agricoli e residenziali) e l'estetica borghese. Il cortile acciottolato, che collega le due ali dell'edificio, simboleggia questa dualità tra intimità familiare e attività economica. Il giardino, un'estensione poetica dello spazio domestico, ospita la sepoltura di Loti, sigillando definitivamente il suo legame con questo luogo pieno di storia e memoria.
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