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Manoir de Lachaux à Carlat dans le Cantal

Manoir de Lachaux

    2 Lachaux
    15130 Carlat
Proprietà privata
Crédit photo : Dominique Robert Repérant - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1660
Costruzione del palazzo
1779
Data sulla carriola
1811
Piano Cadastral
1860 (2e moitié du XIXe)
Costruzione di ghisa
1986
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti (causa E 131): iscrizione per ordine del 30 gennaio 1986

Dati chiave

Jean Benech - Notaio e sponsor Proprietario all'origine della villa
Marguerite Verdier - Moglie di Jean Benech Co-comandante nel 1660

Origine e storia

La villa Lachaux è una residenza signorile costruita nel 1660 a Carlat, Cantal, per Jean Benech, notaio, e sua moglie Marguerite Verdier, come attesta l'iscrizione sul lintel della porta d'ingresso. Questo piccolo castello rettangolare, affiancato da due torri rotonde e una colomba in legno, illustra l'architettura civile del XVII secolo ad Haute-Auvergne. La sua organizzazione spaziale comprende una casa principale con un tetto rotto, una torre posteriore con fuliggine a volta, così come annessi agricoli (arancio, stalle, porosità) aggiunti o modificati nel XVIII e XIX secolo.

Il palazzo ha mantenuto la sua autenticità esterna dalla sua costruzione, senza grande trasformazione. La casa risale al 1779 su un girouette, suggerendo ulteriori sviluppi, mentre i barns-stables, visibili sul catasto del 1811, risalgono al XVIII secolo. Pigrie risale alla seconda metà del XIX secolo. Classificato un monumento storico nel 1986 per le sue facciate e tetti, il palazzo testimonia l'affluente vita rurale in Auvergne, mescolando funzioni residenziali, agricole e simboliche (pigeon, diritto seigneuriale).

Anche se non aperta a visitare, la Casa Manor Lachaux rimane un notevole esempio di habitat nobile provinciale associato alle attività agricole. Il suo piano allungato, le sue torri d'angolo e la sua colomba in corbellazione riflettono sia le preoccupazioni difensive residue che il desiderio di ostentazione caratteristica delle élite rurali del Vecchio Reggimento. Fonti storiche, come l'Inventario Generale dei Monumenti (1984) e gli archivi catastrali, confermano la sua importanza storica nel paesaggio dei castelli di Haute-Auvergne.

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