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Mirebeau Forest Bornes en Côte-d'or

Côte-dor

Mirebeau Forest Bornes

    5 Rue du Grenier À Sel
    21200 Mirebeau-sur-Bèze
Crédit photo : Claude PIARD - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
2000
1578
Bruciamento dei terminali
2010
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

I terminal forestali Mirebeau situati su appezzamenti A 30, 32 a 36, 38, 107, 108, 177, 178 e B 51, 52, 54 a 56: iscrizione per ordine del 1° febbraio 2010

Dati chiave

François Chabot - Marchese de Mirebeau Cavaliere dell'Ordine di San Michele.

Origine e storia

I confini della foresta di Mirebeau, situata a Mirebeau-sur-Bèze, risalgono al 3° trimestre del XVI secolo. Queste pietre legavano i boschi comunali e quelli appartenenti alla signoria di Mirebeau. Essi sono contrassegnati con le braccia del Chabot-Longwy e Mirebeau, con la data 1578 inciso su ciascuno. Sono stati identificati diciannove marcatori, misurando circa 26 cm x 36 cm x 75 cm, di cui 40 cm emersi dal terreno. Il loro volto nord porta lo stemma di Mirebeau e la data, mentre il volto sud porta lo stemma del Chabot e del Longwy, circondato da una collana che evoca l'ordine di San Michele.

I tumuli si diffondono in diversi luoghi della foresta: nove nel Cognolais, quattro a La Recurbe e i Baraks, e due nelle Fenotte. Essi testimoniano l'organizzazione signeuriale e forestale del tempo, dove i confini dei territori sono stati materializzati da marcatori di pietra. Questi pilastri, classificati come Monumento Storico nel 2010, illustrano anche l'importanza simbolica dello stemma e delle distinzioni nobiliari, come quello di François Chabot, Marchese de Mirebeau, cavaliere dell'ordine di Saint-Michel.

La loro conservazione permette di comprendere la storia locale e le relazioni tra signori, comuni e foreste in Borgogna-Franche-Comté. Essi richiamano anche le pratiche di gestione forestale sotto l'ex regime, dove i diritti di proprietà e di utilizzo erano strettamente limitati. Il loro studio fa luce sulla vita rurale e signeuriale del XVI secolo, segnata da una rigorosa organizzazione territoriale e simboli di potere visibili nello spazio pubblico.

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