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Monumento alla guerra Morte 1914-1918, situato nel giardino pubblico di fronte al municipio à Clairac dans le Lot-et-Garonne

Monumento alla guerra Morte 1914-1918, situato nel giardino pubblico di fronte al municipio

    6 Bis Rue Maubec
    47320 Clairac
Proprietà del comune

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1922
Costruzione del monumento
21 octobre 2014
Classificazione storica
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il monumento ai morti in totale (cad. AB 543, piano cf annesso al decreto): iscrizione per decreto del 21 ottobre 2014

Dati chiave

Eugène Delpech - Sculptore Autore del monumento nel 1922.

Origine e storia

Il monumento ai morti di Clairac, dedicato alle vittime della prima guerra mondiale, fu costruito nel 1922 secondo i piani dello scultore Eugène Delpech. Si distingue per una rappresentazione allegorica: una donna che tiene il Libro d'Oro della Grande Guerra, contenente i nomi dei soldati scomparsi, accompagnati da un bambino. L'iscrizione in Occitano alla base, "N-forget not Pichiou, lous que soin mors per la Patriou - 1918" ("N-forget not, little, who dead for the Patria"), evidenzia la dimensione pedagogica e commemorativa del lavoro, destinata alle generazioni future.

Questo monumento, completamente classificato per decreto del 21 ottobre 2014, incarna il tributo locale ai 1,4 milioni di morti francesi della Grande Guerra. La sua posizione di fronte al municipio, in un giardino pubblico, riflette il suo ruolo centrale nella vita comunitaria di Clairac, un villaggio di Lot-et-Garonne segnato da agricoltura e tradizioni occitane. La scultura, di proprietà del comune, fa parte del movimento dei monumenti ai morti eretti massicciamente in Francia negli anni venti, spesso finanziati da sottoscrizione pubblica.

L'accuratezza della sua posizione è considerata mediocre (nota 5/10), con un indirizzo approssimativo a 2 Rue Maubec. Sebbene le fonti (Monumentum, base Merimée) confermino il suo status di monumento storico, poche informazioni ne dettagliano la manutenzione o l'accessibilità attuale. Il suo stile artistico, sobrio e simbolico, contrasta con i monumenti più monumentali delle principali città, condividendo la stessa vocazione: perpetuare la memoria dei sacrifici fatti durante il conflitto.

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