Le facciate e i tetti (scatola AT 201): iscrizione per decreto del 1 dicembre 2009
Dati chiave
Elie Reumaux
Architecte ayant dessiné le plan d'ensemble de la cité.
Louis Croïn
Architecte ayant participé à la construction de l'église.
Louis-Marie Cordonnier
Architecte ayant participé à la construction et à la reconstruction de l'église.
Origine e storia
Il Lens Mine Death Monument è un solenne tributo ai minatori vittime delle due guerre mondiali e degli incidenti industriali, eretti nel cuore della città mineraria No.12, conosciuta come Saint-Édouard. Comandata dalla Lens Mine Company dopo la prima guerra mondiale, fa parte di un complesso architettonico ricostruito negli anni '20, segnato dallo stile regionalesta del dopoguerra, mescolando mattoni rossi e neogotico industriale. Questo monumento incarna la resilienza di una comunità operaia maltrattata, ma determinata a perpetuare la sua memoria collettiva.
Mining City No.12, fondata alla fine del XIX secolo, è stato un progetto ambizioso della Lens Mining Company per ospitare le famiglie dei minatori che operano il pozzo di Saint-Édouard (1891-1980). Progettato dall'architetto Elie Reumaux nel 1896, comprendeva scuole, chiesa, presbiterio e alloggio, riflettendo un'organizzazione sociale paternalista tipica dell'era industriale. La prima guerra mondiale ha devastato il sito, con conseguente ricostruzione sistematica negli anni '20 sotto la direzione di Louis-Marie Cordonnier, architetto emblematico del bacino minerario.
Il monumento ai morti, eretto nel 1920, si distingue per la sua integrazione in una piazza boscosa adiacente alla chiesa di San Edoardo e il cimitero dei minatori. Rende omaggio non solo ai soldati morti in battaglia, ma anche alle vittime civili dei bombardamenti e dei minatori uccisi nelle gallerie. La sua iconografia, spesso sobria, evoca sacrificio e solidarietà, con motivi come la lampada minore o la croce di guerra.
La fossa n°12, cuore economico della città, ebbe un'intensa attività fino alla sua chiusura nel 1967, segnata da ammodernamento tecnico (triage, lavaggio, seggiovia mineraria nel 1956) e raggruppamenti post-nazionalizzazione (1946). Dopo la sospensione dell'estrazione, il sito è stato parzialmente riconvertito, mentre il monumento ai morti, iscritto nei Monumenti Storici nel 2009, è diventato un simbolo del patrimonio minerario. Il suo patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 2012, insieme ad altri 108 siti nel bacino, celebra la sua importanza storica e commemorativa.
Nonostante questo riconoscimento, il sito è stato oggetto di polemiche, come la demolizione nel 2010 della casa del direttore scolastico dal Lens City Hall, evidenziando tensioni tra conservazione del patrimonio e progetti urbani. Oggi, il monumento ai morti, circondato dai resti della città (chiesa, scuole, coron), attira i visitatori ansiosi di comprendere il patrimonio industriale della Hauts-de-France. Le cerimonie commemorative si svolgono regolarmente, perpetuando il dovere della memoria.
Il monumento è anche parte di una più ampia dinamica del turismo, con percorsi tematici sul bacino minerario, come la Strada Gigante o visite a vecchi siti di carbone. La sua piazza, ridisegnata nel XXI secolo, offre uno spazio di raccoglimento e pedagogia, con pannelli esplicativi sulla storia delle miniere. Infine, la sua vicinanza al Louvre-Lens e allo stadio Bollaert-Delelis lo rende un ancoraggio per i circuiti culturali della regione.
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