Costruzione di dolmen Chalcolithique (vers 2500–2000 av. J.-C.) (≈ 2250 av. J.-C.)
Periodo di costruzione e uso funebre.
1924–1928
Ricerca di Germain Sicard
Ricerca di Germain Sicard 1924–1928 (≈ 1926)
Scoperta di 300 scheletri e mobili.
12 novembre 1931
Monumento storico
Monumento storico 12 novembre 1931 (≈ 1931)
Protezione ufficiale da parte dello Stato francese.
1964
Restauro di Jean Guilaine
Restauro di Jean Guilaine 1964 (≈ 1964)
Lavori di consolidamento e nuovi scavi.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Monumento megalitico, detto Alleato coperto di Saint-Eugène, sul dominio di Russol (cad. A 125): classificazione per decreto del 12 novembre 1931
Dati chiave
Germain Sicard - Archeologo
Ricerche iniziali (1924–28) e grandi scoperte.
Jean Guilaine - Archeologo e restauratore
Restauro nel 1964 e ulteriori scavi.
Origine e storia
Il vicolo coperto di Saint-Eugène, situato nel comune di Laure-Minervois ad Aude, è un eccezionale monumento megalitico datato al caldeolitico. Questo grande corridoio dolmen, di fronte a sud-nord, è composto da tre parti distinte: un corridoio di 4 metri, un antecamera di 5.60 metri e una sala funebre di 5 metri. Il set, delimitato da orthostats, fu inizialmente coperto con tavoli in pietra ormai mancanti. Un tumulo circolare di 22 metri di diametro, consolidato da 20 lastre rialzate, circonda la struttura. Secondo l'archeologo Jean Guilaine, è più di un "dolmen a un corridoio" che un classico vicolo coperto, grazie al suo graduale restringimento verso l'ingresso.
Il sito fu ricercato tra il 1924 e il 1928 da Germain Sicard, che scoprì i resti di circa 300 individui e notevoli mobili funerari: oggetti di rame (segno, alene, anelli), perla d'oro, punte di freccia flint e obsidian, pendenti e ceramiche incise. Questi manufatti, integrati dagli scavi di Jean Guilaine nel 1964 (perle calde, steatite, borchie di ceramica), datano da un periodo cardine tra il Calcolo e l'età del bronzo. Il monumento, che è stato violato dall'epoca romana (tracce di anfore), testimonia le pratiche funerarie collettive e gli scambi culturali su larga scala.
Corse un monumento storico con decreto del 12 novembre 1931, i dolmen di Saint-Eugène ricevettero un restauro nel 1964 sotto la direzione di Jean Guilaine. Il lavoro ha contribuito a stabilizzare la struttura e affinare la conoscenza della sua architettura e uso. Le scoperte archeologiche, ora conservate e studiate, offrono preziose informazioni sulle società preistoriche della Francia meridionale. L'edificio illustra così l'evoluzione delle pratiche funerarie tra il neolitico finale e l'età dei metalli, segnando una transizione verso società più gerarchiche.
L'arredamento eshumed comprende anche elementi simbolici o rituali, come 17 pallet di scisto verde, gusci forati (porcellana e cardio), e denti animali (angoli, bovidi, cervidi). Questi oggetti suggeriscono convinzioni complesse legate alla morte e alla protezione del defunto. La diversità dei materiali (oro, rame, ossidiana, scisto) attesta le vaste reti di approvvigionamento che collegano la regione a zone lontane come il Mediterraneo o le Alpi. Il sito, ora accessibile, rimane una grande testimonianza del megalitismo occitano.
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