Creazione del museo 1980 (≈ 1980)
Fondazione nell'ex Poissy Savings Bank.
1985
Arricchimento delle collezioni
Arricchimento delle collezioni 1985 (≈ 1985)
Acquisizione di 36 dipinti di Meissonier e Gros.
2002
Chiusura del museo
Chiusura del museo 2002 (≈ 2002)
Smaltimento di locali, collezioni in riserve.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Ernest Meissonier - Pittore
Fonds d'oeuvres conservato dal museo.
Charles Meissonier et Lucien Gros - Pittori
36 opere acquisite nel 1985.
Origine e storia
Il Museo di Arte e Storia Poissy è stato fondato nel 1980 per preservare e esporre oggetti, opere d'arte e documenti che illustrano la storia della città, dal Paleolitico al XX secolo. Le sue collezioni, ricche di archeologia, belle arti e fotografie, riflettono la diversità del patrimonio locale, tra cui strumenti, dipinti e archivi sui commerci di Poissy, pratiche religiose e urbanistica. Originariamente installato nell'ex Caisse d'savings in Rue Saint-Louis, il museo ha chiuso nel 2002 a causa della vendita dei locali, senza che un nuovo sito sia definito per la sua riapertura.
Le riserve museali, gestite dal Servizio Museo della Città di Poissy, continuano a vivere attraverso mostre temporanee e prestiti ad altre istituzioni. Tra i pezzi di punta sono un fondo dedicato al pittore Ernest Meissonier, installato a Poissy nel XIX secolo, così come 36 dipinti di Charles Meissonier e Lucien Gros, acquisiti nel 1985. Le collezioni coprono anche temi come le rive della Senna, il mercato del bestiame e i monumenti emblematici della città, offrendo un panorama completo della sua evoluzione storica e culturale.
Il museo beneficia dell'etichetta Musée de France e rimane un protagonista nella diffusione del patrimonio ittico, nonostante la sua attuale assenza di una sede espositiva permanente. Il suo indirizzo storico a 114 rue du Général de Gaulle e il suo sito web permettono di seguire le notizie di future collezioni e progetti. Le aree tematiche coperte — archeologia gallo-romana, storia locale, etnologia o belle arti — sottolineano il suo ruolo versatile nel preservare la memoria collettiva.