Origine e storia
Il Musée des Beaux-Arts et d'Archéologie Joseph-Déchelette, fondato nel 1844, fa parte della collezione di un archeologo ronese, Fleury Mulsant. Con il sostegno del sindaco Gubian, aprì le sue porte nell'ex convento dei Cappuccini, esponendo antichi resti scoperti nella regione. Alla sua morte nel 1850, il museo, arricchito da donazioni e acquisizioni, fu trasferito nel 1874 al nuovo municipio, dove occupava una galleria e quattro sale. La donazione di Dr.Nomas, inclusa una raccolta di terracotta, segna un passo chiave nel suo sviluppo.
Nel 1892 Joseph Déchelette, una figura importante nell'archeologia, divenne curatore. Morì nel 1914, lasciando le sue collezioni e la sua biblioteca nel museo. La sua vedova offrì la loro dimora, dove il museo si stabilì nel 1923. L'edificio, classificato come monumento storico nel 1981, ospita collezioni archeologiche protostoriche e antiche, tra cui oggetti Gallici e Gallo-Romani di Roanne (Rodumna), la seconda città della città di Segusiave. Gli scavi locali, iniziati da Déchelette, rivelano un oppidum, una necropoli e manufatti come ciotole dipinte o statuette celtiche.
Il museo espone anche una collezione egiziana, acquisita da Déchelette nel 1893, tra cui la mummia di Nesyamon e oggetti funerari. Anche se attualmente non visibile per motivi di conservazione, questo fondo, secondo in importanza in Auvergne-Rhône-Alpes, testimonia l'entusiasmo del XIX secolo per l'Egittologia. Belle arti coprono opere dal XV al XX secolo, con dipinti europei, fate rivoluzionarie (700 pezzi), e ceramiche locali, tra cui pezzi patronimici unici.
Le collezioni ceramiche, tra le più ricche della provincia, includono la maiolica italiana, la terracotta del Delft e le produzioni francesi (Nevers, Rouen, Moustiers). Uno spazio è dedicato alla faenza rumena, dal XVII al XX secolo. Il museo, legato alla storia industriale e artigianale locale, illustra anche la vita quotidiana gallo-romana attraverso strumenti, rifiniture e oggetti religiosi. Il suo sviluppo riflette l'evoluzione delle pratiche museali, dalle curiosità alle mostre tematiche moderne.
L'eredità di Joseph Déchelette, archeologo e patrono, rimane centrale. Una sala è dedicata a lui, evidenziando il suo ruolo pionieristico negli scavi di Roanna e la costituzione delle collezioni. Il museo, oggi di proprietà della città, conserva anche sculture locali (Lescornnel, Picaud) e opere selvatiche (Friesz, Marquet). Il suo progetto di ristrutturazione potrebbe consentire la riapertura della sezione egiziana, attualmente inesposta.
Il palazzo, costruito nell'ultimo quarto del XVIII secolo da Lavoiperre de, è parzialmente protetto (facade, tetti, soggiorno decorato). La sua architettura riflette lo status borghese dei suoi ex proprietari, mentre il suo contenuto museale unisce la storia locale, l'arte europea e le testimonianze archeologiche, offrendo un panorama unico di Roanne, dal periodo Gaulish all'epoca contemporanea.
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