Confisca rivoluzionaria 1794 (≈ 1794)
Origine delle prime collezioni, tra cui Robien's.
16 octobre 1805
Nascita del Museo Rennes
Nascita del Museo Rennes 16 octobre 1805 (≈ 1805)
Il comune acquisisce le collezioni sequestrate.
1913
Apertura del Museo Breton
Apertura del Museo Breton 1913 (≈ 1913)
Due sale dedicate all'etnografia di Breton.
1975
Autonomia del museo della Bretagna
Autonomia del museo della Bretagna 1975 (≈ 1975)
Separazione dal Museo delle Belle Arti.
2006
Installazione negli Champs Libres
Installazione negli Champs Libres 2006 (≈ 2006)
Nuovo edificio progettato da Portzamparc.
2018
Patrimonio per tutti i premi
Patrimonio per tutti i premi 2018 (≈ 2018)
Ricompense per la sua accessibilità.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Christophe-Paul de Robien - Collezionista e parlamentare
Il suo gabinetto di curiosità forma la base iniziale.
Georges Henri Rivière - Museografo ed etnologo
Propone un progetto incentrato sulla Bretagna nel 1946.
Jean-Yves Veillard - Conservatore allora Direttore (1967)-2000
Sviluppa il museo e l'Ecomuseo di Bintinais.
Christian de Portzamparc - Architetto degli Champs Libres
Progetta l'attuale edificio museale.
Paul Gruyer - Fotografo e scrittore
Grande fondo iconografico in Bretagna.
Céline Chanas - Direttore dal 2012
Pilota i recenti progetti del museo.
Origine e storia
Il museo della Bretagna ha le sue origini nelle confiscazioni rivoluzionarie del 1794, in particolare quelle di Christophe-Paul de Robien (1698-1756), presidente del Parlamento della Bretagna. Queste collezioni, ricche di opere d'arte, archeologia, numismatica ed oggetti etnografici, divennero proprietà municipale nel 1805, segnando la nascita ufficiale del "Museo di Rennes". Nel XIX secolo, le collezioni si spostarono più volte prima di stabilirsi nel 1856 nel palazzo universitario, un edificio neoclassico sulle rive di Vilaine.
All'inizio del XX secolo, il museo si rivolse all'etnografia di Breton, con l'apertura nel 1913 di due sale dedicate all'Upper and Lower Britain. Dopo la seconda guerra mondiale, sotto l'impulso di Georges Henri Rivière, il museo sviluppa un viaggio cronologico nella storia di Breton. Nel 1975 si separò dal Museo delle Belle Arti e divenne autonomo. Nel 1987 si decise di trasferirlo in un nuovo edificio, gli Champs Libres, dove si trasferì nel 2006, sotto la direzione dell'architetto Christian de Portzamparc.
Il museo della Bretagna, etichettato "Tourism and Handicap" dal 2007, offre diverse collezioni: archeologia, etnografia, numismatica, iconografia e collezioni specializzate come quella sull'affare Dreyfus. Ha una politica attiva di digitalizzazione e condivisione, con oltre 370.000 articoli disponibili online nel 2024. Le sue mostre temporanee, spesso multidisciplinari e trilingue (francese, inglese, bretone), affrontano vari temi, dalla pesca in ormeggio all'identità celtica, mentre allo stesso tempo scatenano dibattiti, come per la mostra "Celtic?" nel 2022.
Il museo è riconosciuto anche per il suo impegno per l'accessibilità e il contenuto aperto, come testimoniato dai suoi premi, tra cui il "Heritage for All" nel 2018 e il Free Culture Label nel 2023. Collabora con altre istituzioni, come la mostra itinerante "Newfoundland/Neuvas" (2013-2014), pluripremiato interesse nazionale, che ha mobilitato musei in Bretagna e Normandia. Il suo ecomuseo di Bintinais, integrato dal 1987, completa la sua offerta mettendo in evidenza il patrimonio rurale della Bretagna.
Le collezioni del museo, arricchite da donazioni, scavi e acquisizioni, coprono aree varie come l'archeologia di Breton (da preistoria a epoca moderna), numismatica (con 35.000 monete), etnografia (costumi, strumenti, mobili) e iconografia (400.000 fotografie). I fondi specifici, come il Dreyfus Affair e le fotografie di Paul Gruyer, offrono informazioni uniche sulla storia regionale. Il museo continua a evolversi, con i recenti progetti per la riabilitazione, la digitalizzazione e il rinnovamento di mostre, come quello intrapreso dal 2022 per la mostra permanente "Une histoire de Bretagne".
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