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Museo Ornitologico dans l'Indre

Indre

Museo Ornitologico

    10 Place du Champ de Foire
    36300 au Blanc

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1824–1866
Costituzione della collezione
1901
Donazione alla città
1989
Transfer a Château Naillac
2000
Seconda campagna di restauro
17/09/2003
Etichetta *Musée de France*
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Jean Mercier-Génétoux (1797–1866) - Notaio e naturalista Autore della collezione di uccelli.
Raymond Rollinat (1859–1932) - Naturalista e conservatore Installare la collezione al municipio.
René Martin (1846–1925) - Naturalista di lavoro Partecipa alla conservazione iniziale.

Origine e storia

Nel 1901 la città di Le Blanc ricevette una raccolta di uccelli naturalizzati, raccolti tra il 1824 e il 1866 da Jean Mercier-Génétoux, notaio a Argenton-sur-Creuse. Questa passione per l'ornitologia ha lasciato più di 1.200 esemplari alla sua morte nel 1866, accompagnati da un manoscritto che descrive la loro provenienza. La collezione, chiamata "vero monumento culturale" di Raymond Rollinat, fu installata per la prima volta al White Town Hall, sotto l'impeto dei naturalisti Rollinat e René Martin.

Nel 1989, i restanti 819 uccelli (che rappresentano 280 specie, di cui 223 sono locali) sono stati trasferiti al Castello di Naillac per integrare l'Ecomuseo di Brenne. Un importante restauro è stato effettuato con il sostegno del Ministero dell'Istruzione Nazionale: 281 uccelli nel 1989 e 505 nel 2000. Nonostante la scomparsa di 2 esemplari e la diffusione di 31 altri, troppo degradati, la collezione conserva un eccezionale valore scientifico, illustrando l'uccello Indre nel XIX secolo.

Il museo, controllato come istituto di scienze naturali nel XX secolo, ha ricevuto l'etichetta Musée de France nel 2003. Ora è inseparabile dal Castello di Naillac, un sito medievale ristrutturato nel XV e XVIII secolo, che ospita anche elementi Gallo-Romani e un camino romanico classificato. L'accuratezza dell'inventario originale e la meticolosa conservazione degli armadi dell'epoca lo rendono una testimonianza unica della storia naturale regionale.

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