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Cimitero nazionale dei prigionieri à Sarrebourg en Moselle

Moselle

Cimitero nazionale dei prigionieri

    85 Rue de Verdun
    57400 Sarrebourg
Cimetière national des prisonniers
Cimetière national des prisonniers
Crédit photo : Aimelaime~commonswiki - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1914-1918
Prima guerra mondiale
1922
Creazione della necropoli
28 décembre 2017
Classificazione dei beni
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il Cimitero Nazionale dei Prigionieri, come indicato sul piano allegato al decreto (v. la casella 34 pacchetto 1): iscrizione per ordine del 28 dicembre 2017.

Dati chiave

Freddy Stoll - Sculptore Autore del Geante incatenato*, prigioniero a Graffenwohr
Léon Pasqual - Politicista e prigioniero Vice del Nord, internato a Maubeuge nel 1914

Origine e storia

La necropoli nazionale dei prigionieri di guerra (1914-1918) a Saarburg è l'unico cimitero militare francese interamente dedicato ai prigionieri della prima guerra mondiale morti in cattività in Germania. Creato nel 1922, raccoglie i resti di 13.320 soldati identificati sepolti in singole tombe, così come 34 sconosciuti posti in due ossari. I corpi sono stati trasferiti lì da cimiteri temporanei situati sul suolo tedesco, indicando un desiderio di raggruppare queste vittime in un luogo commemorativo unico in Francia.

Nel cuore della necropoli sorge Le Géant enchainé, una scultura in granito di Freddy Stoll, lui stesso un ex prigioniero del campo bavarese di Graffenwohr. Questo lavoro allegorico simboleggia la sofferenza dei prigionieri, mentre una targa rende omaggio a Léon Pasqual, deputato e senatore del Nord, prigioniero di guerra a Maubeuge e poi tornò alla vita politica dopo il 1918. Il sito, che è stato elencato come monumento storico nel 2017, onora anche i combattenti delle ex colonie francesi, evidenziando la sua dimensione commemorativa internazionale.

Il cimitero illustra la storia sconosciuta dei 2,8 milioni di soldati francesi catturati durante la Grande Guerra, quasi 100.000 dei quali morti in detenzione. La sua architettura sobria e la statua monumentale lo rendono un luogo per raccogliere e trasmettere la memoria dei sacrifici dimenticati. L'accuratezza della sua posizione (74 Rue de Verdun) e la sua classificazione del patrimonio rafforzano il suo ruolo nella conservazione della Lorena e della storia militare nazionale.

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