Origini romaniche 2e moitié du XIIe siècle (≈ 1250)
Costruzione iniziale influenzata dall'arte antica.
XIIIe siècle
Periodo medievale maggiore
Periodo medievale maggiore XIIIe siècle (≈ 1350)
Sviluppo dell'edificio attuale.
1913
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1913 (≈ 1913)
Protezione ufficiale dello Stato.
1968–1977
Restauro e riconsacrazione
Restauro e riconsacrazione 1968–1977 (≈ 1973)
Salvate poi la Messa di monsignor Collin.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa di Haut-Noyers: per ordine del 22 luglio 1913
Dati chiave
Monseigneur Collin - Vescovo di Digne
Riconsacrate la chiesa nel 1977.
Origine e storia
La chiesa di Notre-Dame-de-Bethléem, situata a Noyers-sur-Jabron nelle Alpi-de-Haute-Provence, è un edificio religioso risalente alla seconda metà del XII secolo, con importanti trasformazioni nel XIII, XVII e XVIII secolo. La sua architettura combina elementi romanici primitivi, come le matresse piane ispirate all'arte antica, con una navata a volta in culle rotte e un coro pianeggiante. Il tetto lauze, tipico delle costruzioni locali, e le tre baie in mezzo all'hangar che illumina il coro testimoniano influenze regionali durature.
La chiesa, classificata come monumento storico nel 1913, quasi scomparsa prima di essere salvata da campagne di restauro tra il 1968 e il 1977. Questo lavoro, seguito da una riconsacrazione nel 1977 dal vescovo Collin di Digne, ha conservato il suo ruolo culturale e culturale. Situato nel cuore del villaggio primitivo di Noyers-sur-Jabron, sulle alture della valle di Jabron, incarna la storia religiosa e architettonica della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
Fonti disponibili, tra cui Wikipedia e la base Merimée, evidenziano la sua importanza nel paesaggio dei monumenti storici delle Alpi-de-Haute-Provence. L'edificio, di proprietà del comune, rimane un simbolo della sostenibilità del patrimonio romanico provenzale, tra patrimonio medievale e adattamenti barocchi. La sua graduatoria e i suoi restauri riflettono una volontà locale e nazionale per salvaguardare questa testimonianza di arte sacra regionale.
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