Costruzione del ponte Début du IIᵉ siècle (121-145) (≈ 125)
Per ordine di Adriano e Antonin il Pio
Milieu du XIXe siècle (vers 1850)
Abbandonamento del ponte
Abbandonamento del ponte Milieu du XIXe siècle (vers 1850) (≈ 1950)
Sostituito da argine
1963
Riscosso e classificato
Riscosso e classificato 1963 (≈ 1963)
Identificati da Guy Barruol, ordinati MH
1er octobre 1963
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1er octobre 1963 (≈ 1963)
Ordinanza ufficiale di protezione
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Antico ponte sul burrone di Buès, detto Ponte Romano: classificazione per decreto del 1 ottobre 1963
Dati chiave
Hadrien - Imperatore romano (117-138)
Miglioramento della strada di Ordonna in Gallia
Antonin le Pieux - Imperatore romano (138-161)
Continua il lavoro sulla via domitica
Guy Barruol - Storia e archeologia
Riscoprito il ponte nel 1963
Origine e storia
Il cosiddetto ponte "Roman of Lurs" o "Ganagobie" è una struttura muraria costruita per attraversare la gola di Buès, un torrente violento che taglia regolarmente la via domitica. Questo ponte, tra i più antichi della Francia, permise a questo antico percorso di collegare Segustero (Sisteron) ad Alaunium (Lurs), evitando così una palude formata dalla confluenza di Buès e Durance. La sua deviazione di 300 metri dalla valle riflette l'adattamento degli ingegneri romani a vincoli geografici.
Il ponte fu costruito all'inizio del II secolo, tra i regni di Adriano (121-122) e Antonin il Pio (141-145). Adriano, durante la sua visita a Gallia, aveva ordinato miglioramenti alla rete stradale, mentre Antonin le Pieux ha continuato questo lavoro, come testimoniato dalle miglia scoperte in Provenza e Linguadoca. Il ponte, basato su blocchi di calcare Ganagobie, ha un arco al centro di un arco a due lati, caratteristica delle opere romane dell'epoca. Per agevolare l'integrazione nel paesaggio sono stati scavati percorsi di accesso in Cornish.
Utilizzato fino al XIX secolo dalla Royal Road (futura RN96), il ponte fu abbandonato dopo la costruzione di un argine nel 1850. Riscoperto nel 1963 dallo storico Guy Barruol, fu poi identificato come un'antica vestigia e classificato come monumento storico nello stesso anno. La sua struttura, anche se parzialmente restaurata (stabilita, parapetti, parte superiore delle facciate), conserva elementi originali, come un fallo inciso su un abutment, simbolo di forza delle carrozze, o di protezione apotropaica.
Con una lunghezza di 30 metri, una larghezza di 6 metri e un'altezza di 10 metri, il ponte illustra la durata delle tecniche romane. Il suo arco unico, con un'apertura di 7,8 metri e un raggio di 3,9 metri, poggia su abutments protetti da pareti a monte e a valle. I materiali utilizzati, calcare da Ganagobia e Saint-Donat, così come la regolarità dell'apparato, confermano la sua antica origine. Oggi, serve come strada secondaria a Lurs, pur rimanendo una grande testimonianza del patrimonio stradale romano in Provenza.
Il ponte è segnato anche da reinterpretazioni nel corso dei secoli, come il suo antico nome "ponte della morte dell'uomo", forse evocando leggende locali. La sua classificazione nel 1963 ha permesso la sua conservazione, sottolineando la sua importanza storica e architettonica. Gli studi di Guy Barruol, pubblicati a Gallia (1963), e successivi lavori, come quelli di Philippe Auran, hanno contribuito a documentare il suo ruolo nell'antica vecchia rete e la sua evoluzione fino all'epoca moderna.
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