Scavi archeologici 1958–1974 (≈ 1966)
Diretto da Michel Py.
1980
Registrazione Monumento storico
Registrazione Monumento storico 1980 (≈ 1980)
Prima protezione parziale.
2006 et 2008
Classificazioni aggiuntive
Classificazioni aggiuntive 2006 et 2008 (≈ 2008)
Estensioni di aree protette.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Oppidum, escluse le parti classificate (cfr Saint-Dionizy B 758 a 791, posto Roque de Vif; Nages-et-Solorgues A 346, posto les Combes, 348 a 357, posto les Castels, 977, posto les Belardes): iscrizione per ordine del 3 aprile 1980 - Parcels AC 5, 7 a 9, 11, 12, 14 a 16, 18, 23
Dati chiave
Michel Py - Archeologo
Diretto gli scavi (1958-1974).
Maurice Aliger - Scoperto neolitico
Le vestigia litiche nel 1958.
Origine e storia
L'oppidum di Roque de Viou, chiamato anche oppidum des Castels o Saint-Dionisy, è un importante sito archeologico situato nella valle del Vaunage, a cavallo ai comuni di Saint-Dionisy e Nages-et-Solorgues (Gard). Occupato dal Neolitico, divenne un oppidum Gallico tra l'800 e il 50 a.C., prima di essere abbandonato a beneficio di Nîmes (Nemausus) sotto il dominio romano. La sua posizione strategica, ad un'altitudine di 160 metri, ha permesso di controllare le rotte romane da Nimes a Sommières e l'Italia alla Spagna attraverso la via domitica.
Gli scavi effettuati tra il 1958 e il 1974 da Michel Py rivelarono quattro recinti successivi (290 a.C. a 10 d.C.), strade in checker, case e un fanum (santuario) distrutto da fuoco nel I secolo. Questo incendio segna l'abbandono permanente del sito, i suoi abitanti migranti verso Nîmes, il nuovo capitale regionalizzato. Una breve rioccupazione nel terzo secolo vide la costruzione di un quinto recinto. Il sito ospita anche resti neolitici, scoperti nel 1958 ai piedi della collina.
L'oppidum era una posizione centrale per la tribù Gaulese dei Volchi Arécomiques, offrendo viste panoramiche sui villaggi vicini come Calvisson, Saint-Côme-et-Maruejols e Clarensac. La Via Domitica, costruita a partire dal 118 a.C., e un ponte romano ancora oggi utilizzato sottolineano la sua importanza logistica. Classificato monumento storico nel 1980 e 2006, il sito ospitava un piccolo museo a Nages-et-Solorgues fino al 2023, prima della dispersione delle sue collezioni.
I bastioni in pietra asciutta, le torri di avvistamento e le case restaurate illustrano la pianificazione urbana protostorica. Il fanum del 70 a.C. e le tracce del fuoco testimoniano la transizione tra cultura gaulish e romanizzazione. L'opidum domina ancora la pianura, offrendo un panorama dei villaggi circostanti e il vicino opidum di Mauressip (Saint-Côme-et-Maruejols).
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