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Oratorio chiamato Abadie de Moca-Croce en Corse-du-sud

Corse-du-sud

Oratorio chiamato Abadie de Moca-Croce

    Route Sans Nom
    20140 Moca-Croce
Crédit photo : Lynks94 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1500
1600
1700
1800
1900
2000
Seconde moitié du Xe siècle
Costruzione iniziale
XVe siècle
Stato di rovina segnalato
Avant 1587
Ricostruzione
1686
Cambio di servizio
2 décembre 1926
Registrazione Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Oratorio dit Abadie de Moca-Croce : iscrizione per ordine del 2 dicembre 1926

Dati chiave

Abbé (non nommé) - Primo servizio noto Responsabile prima del XVI secolo.
Ermite (non nommé) - Posto di servizio-1686 Intervista orale.
Moines de San Benigno de Gênes - Proprietari iniziali (X secolo) Abbaye Benedictine Genovese bound.

Origine e storia

L'Abadie de Moca-Croce è un edificio religioso con pianta allungata, caratterizzato da una sola navata coperta da un apparente telaio in legno e da un'abside semicircolare ad arco cul-de-four. Originaria della seconda metà del X secolo, apparteneva all'Abbazia benedettina di San Benigno di Genova. Questo primo stato testimonia un'architettura romanica primitiva, tipica dei piccoli oratori rurali della Corsica di quel tempo.

Nel XV secolo, il monumento è stato segnalato come rovinato, forse riflettendo il tumulto politico o il declino demografico della regione. Una ricostruzione avvenne prima del 1587, quando un rapporto descrisse l'assenza di un campanile e la presenza di murales sulla parete destra dell'ingresso. Questi affreschi, oggi non dettagliati nelle fonti, suggeriscono un desiderio di decorazione liturgica o narrativa, comune nelle chiese medievali.

Un inventario del 1686 rivela un'evoluzione nella gestione del sito: inizialmente servito da un prete dal titolo "abbé", l'oratorio viene poi mantenuto da un eremita, indicando un cambiamento nel suo uso o status ecclesiastico. Il campanile, poi aggiunto e supportato da un piedistallo all'angolo sud-est, illustra un adattamento architettonico post-medievale. L'iscrizione nei monumenti storici nel 1926 consacra il suo valore di patrimonio, sottolineando il suo ancoraggio nel cimitero locale, un luogo di memoria collettiva.

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