Costruzione del padiglione 1565 (≈ 1565)
Costruito da Nicolas de Pâris, signore di Muire.
1846
Acquisto di Edward Werlé
Acquisto di Edward Werlé 1846 (≈ 1846)
Integrazione nella casa Clicquot per le sue cantine.
15 mai 1920
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 15 mai 1920 (≈ 1920)
Protezione ufficiale con decreto ministeriale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Muire Pavilion: per ordine del 15 maggio 1920
Dati chiave
Nicolas de Pâris - Signore di Muire
Comandante della bandiera nel 1565.
Édouard Werlé - Champagne industriale
Compratore nel 1846 per Veuve Clicquot.
Abbé Cerf - Storico locale
Descritto architettura nel XVIII secolo.
Origine e storia
Il Muire Pavilion, situato a 1 rue Linguet a Reims, è uno dei pochi esempi conservati di architettura rinascimentale nella città dei Sacri. Costruito nel 1565 da Nicolas de Pâris, signore di Muire, si distingue per la sua facciata in pietra scolpita, evocando una tegola esagonale che gli valse il famoso soprannome di casa Petits-Pâtés. Il suo primo piano, decorato con diamanti e motivi in pietra greca, così come la sua torre arrotondata, riflettono l'influenza artistica dell'epoca, mescolando eleganza e simbolismo.
Costruito nella proprietà dell'Hôtel du Marc, il padiglione fu acquistato nel 1846 da Edward Werlé per la casa Clicquot, per sfruttare le sue cantine sottostanti. Oggi, appartiene ancora a Veuve Clicquot Ponsardin (gruppo LVMH), testimoniando il legame tra patrimonio architettonico e storia del vino Champagne. Ranked un monumento storico il 15 maggio 1920, incarna sia l'eredità rinata di Reims che il suo ancoraggio nell'economia locale, tra arte artigianale e produzione di champagne.
Padre Cerf, nel XVIII secolo, ha già descritto questo edificio come una notevole casa del XVI secolo, mettendo in evidenza la sua cornice ornata di finestra e il suo plinto scolpito in avvolgimento. La sua storia riflette anche l'evoluzione toponimica di Reims: Rue Linguet, precedentemente conosciuta come rue des Petits-Pâtés, disegna il suo nome dalla casa stessa, illustrando come il patrimonio plasma la memoria collettiva. Nonostante le trasformazioni urbane, il padiglione di Muire rimane un punto di riferimento storico, tra patrimonio medievale e modernità del vino.
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