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Aix Island Faro à l' Île-d'Aix en Charente-Maritime

Patrimoine classé
Patrimoine maritime
Phare classé MH
Phare de lîle dAix
Phare de lîle dAix
Phare de lîle dAix
Phare de lîle dAix
Phare de lîle dAix
Phare de lîle dAix
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Phare de lîle dAix
Phare de lîle dAix
Phare de lîle dAix
Crédit photo : L’auteur n’a pas pu être identifié automatiquement - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1821
Prima cornice faro
1840-1841
Costruzione di pietra
1889
Ammodernamento del fuoco
1906
Installazione dello schermo rosso
1975
Automazione parziale
1994
Fine della guardia
15 avril 2011
Registrazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Le due torri che costituiscono il faro, in pieno (Box AB 7, 8): iscrizione per ordine del 15 aprile 2011

Dati chiave

Louis Adrien Simonneau - Seconda guardia (1953-1980) Ex prigioniero di guerra e marinaio.
Jacqueline Cochard - Ultimo tutore (1983-1994) Ragazza di Edmond Cochard, tutore storico.
Edmond Cochard - Lightkeeper (1931-1953) Servito in Ar-Men, Chassiron e Aix.
Ahmed Ben Bella - Prigioniero politico (1959-1961) Detenuto a Fort Liédot durante la guerra algerina.
A. Garnier - Architetto del faro (1840) Designer della prima torre in pietra.

Origine e storia

Il faro Ile d'Aix, situato a Charente-Maritime, è costituito da due torri gemelle alte 13 metri costruite in pietra e granito. La prima torre, eretta nel 1840-1841 secondo i piani di A. Garnier, sostituì un faro di carpenteria acceso nel 1821. Questa prima luce bianca fissa fu modernizzata nel 1889 per diventare una luce lampeggiante, che richiedeva l'aggiunta di un secondo giro con uno schermo rosso per segnalare gli sciami di Boyard e le rocce di Antioche.

Il sistema ottico, installato nel 1889, utilizza quattro pannelli retro-riflesso e un serbatoio di mercurio fuso, alimentato da un motore elettrico. La East Tower, operativa dal 1889, emette la luce principale, mentre la West Tower, dotata di uno schermo in plexiglass rosso dal 1906, genera un settore rosso da 15° per avvertire le navi. Questo raro dispositivo a doppia torre, automatizzato nel 1975 e controllato a distanza da La Pallice, rimane funzionale con una gamma di 35 km.

Il faro fu custodito fino al 1994, quando fu completamente automatizzato. Jacqueline Cochard, ultimo tutore dal 1983 al 1994, succedette a Louis Adrien Simonneau, che servì dal 1953 al 1980. Quest'ultimo, ex prigioniero di guerra e marinaio durante la seconda guerra mondiale, incontrò figure storiche come Ahmed Ben Bella, detenuto a Fort Liédot tra il 1959 e il 1961, così come la squadra del film Les Adventureurs girato sull'isola nel 1966. Il faro, soprannominato "I giganti dell'isola", è stato elencato come monumenti storici dal 2011.

L'isola di Aix, ricca di eredità militare, ospita anche Fort Boyard e Fort Liédot. Il faro, anche se non aperto al pubblico, beneficia di un piano leggero progettato per evidenziare la sua architettura e il suo ruolo storico. Le due torri, identiche alla loro struttura cilindrica e alla loro capitale di cesto nudo, simboleggiano l'ingegnosità delle tecniche marittime del XIX secolo per garantire la navigazione in questa zona strategica dell'Atlantico.

Gli archivi tengono un piano del fanal risalente al 1839 (cote CP/F/14/17510/3 all'Archivio Nazionale), mostrando le prime installazioni luminose sull'isola. L'attuale faro, con la sua lanterna in bronzo e ferro sormontata da una cupola in rame, illustra l'evoluzione tecnologica delle luci marine, da un sistema fisso a un meccanismo rotante elettrico. La sua storia riflette anche le questioni geopolitiche della regione, tra sorveglianza marittima e detenzione politica.

Oggi, il faro di Aix Island, anche se disumanizzato dall'automazione, rimane un punto di riferimento essenziale per la navigazione e una testimonianza architettonica unica. La sua iscrizione come monumento storico nel 2011 sottolinea la sua importanza di patrimonio, mentre le storie di ex guardiani, come quelle di Louis Adrien Simonneau, arricchiscono la sua memoria collettiva.

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