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Pierre aux Fées de Saint-Micaud en Saône-et-Loire

Patrimoine classé
Menhirs
Pierre
Saône-et-Loire

Pierre aux Fées de Saint-Micaud

    Le Bourg
    71460 Saint-Micaud
Crédit photo : GdeLaB - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1900
2000
Néolithique (période de construction)
Costruzione di menhir
24-25 janvier 1871
Caduta della seconda pietra
Début du XIXe siècle
Distruzione parziale
1911
Sfruttamento e recupero
16 février 1911
Studio di Joseph Déchelette
26 août 1928
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Menhir dit La Pierre-aux-Fées (cad. B2 278) : classificazione per decreto del 26 agosto 1923

Dati chiave

Victor Berthier - Presidente della Autun Natural History Society Diretto la riesumazione nel 1911.
Joseph Déchelette - Archeologo e storico Analizzò le incisioni nel 1911.
Eugène Schneider - Industriale e patronale Fornito i mezzi tecnici.

Origine e storia

La Pierre-aux-Fées, conosciuta anche come menhir de Saint-Micaud, è un monumento megalitico situato nel comune di Saint-Micaud, Saône-et-Loire. Questo blocco silificato di 6,35 m di altezza e di circa 15 tonnellate di darkose presenta incisioni, tra cui un serpente arrapato e un fulmine di Giove, attribuito ad un culto gallo-romano dedicato a Magna Mater. Questi motivi, realizzati con il picchetto, combinano le influenze del megalitismo atlantico e delle specificità regionali, risalenti all'antico neolitico al neolitico finale.

Originariamente, due pietre erette sono state rappresentate sulla mappa di Cassini, a 5 m di distanza. Uno fu rovesciato e spezzato nel XIX secolo, mentre il secondo crollò nel 1871 prima di essere sepolto. Nel 1911, Victor Berthier, presidente della Autun Natural History Society, iniziò la sua riesumazione e recupero con l'aiuto di Eugene Schneider. Joseph Déchelette, allertato da Berthier, identificò le incisioni e le attribuiva ad un contesto rituale gallo-romano. Il menhir fu poi spostato 37 m eretto sulla strada.

Ranked un monumento storico il 26 agosto 1928, il menhir è stato associato con leggende locali, come quello di un contadino e sua moglie pietrificato per il mancato rispetto di una processione. Un'altra tradizione collega le pietre ad una vittoria Gaulish, anche se questa interpretazione si basa sulla confusione toponimica. Le incisioni, visibili nella luce razing, includono motivi serpentiformi, glutei e segni geometrici, mostrando complesse pratiche simboliche.

Studi comparativi collocano i motivi atlantici (snake, sign in "U") con l'antico neolitico, mentre le rappresentazioni antropomorfe e il roergat "oggetti" risalgono dal mezzo al neolitico finale. Questi elementi evidenziano l'importanza culturale e spirituale del sito, che combina diverse influenze in un contesto megalitico regionale. Menhir rimane una grande testimonianza di pratiche artistiche e religiose preistoriche in Borgogna-Franche-Comté.

Il restauro e la presentazione del monumento all'inizio del XX secolo permise la sua conservazione, fornendo allo stesso tempo una visione delle tecniche e delle credenze delle società neolitiche. Oggi è un patrimonio archeologico e storico imperdibile, che illustra sia l'ingegnosità tecnica che la ricchezza simbolica di questo periodo.

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